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Pensioni di invalidità troppo basse? Si esprimerà la Corte Costituzionale

by La Redazione
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inps 600 euro

Le pensioni per le persone interessate da invalidità totale sono troppo basse? Questo è l’allarme che è stato recentemente lanciato dalla Corte d’Appello di Torino.

I giudici piemontesi ritengono che gli importi erogati dall’INPS a beneficio di questi soggetti siano eccessivamente ridotti, nello specifico si ritiene che la cifra in questione sia “insufficiente a garantire il soddisfacimento delle elementari esigenze di vita“.

Quale sussidio viene erogato a beneficio di questi cittadini

Ma a quanto ammonta, quindi, quest’importo?

Norme alla mano, per le persone con un’invalidità del 100% di età compresa tra i 18 e i 65 anni e con redditi inferiori a 16.982,49 euro, l’importo mensile erogato dall’INPS è di 286 euro, una cifra oggettivamente molto bassa soprattutto laddove la si rapporti al costo della vita.

Ben convinti di questo, i giudici piemontesi hanno chiamato a pronunciarsi la Corte Costituzionale, la quale si esprimerà a questo riguardo il giorno 23 giugno 2020.

Il paragone con il Reddito di Cittadinanza

Al di là delle considerazioni personali, ci sono tutte le premesse affinché anche la Corte Costituzionale possa ritenere troppo basso tale importo, e il perché è presto detto.

Lo strumento di welfare del Reddito di Cittadinanza, in vigore ormai da più di un anno, prevede che una persona avente diritto, che vive sola e priva di qualsiasi tipo di reddito, riceva mensilmente una somma di 780 euro, come si può leggere visionando la pagina dedicata in autorevoli siti governativi.

La somma di 780 euro è stata quantificata sulla base di tale ratio: si è ritenuto infatti che sia questa la soglia di povertà, di conseguenza al di sotto della medesima una persona che vive da sola e che non ha altri redditi può ritenersi povera.

Il paragone con l’importo che l’INPS eroga a beneficio delle persone con invalidità totale, è evidente, è davvero impietoso, e se a ciò si aggiunge il fatto che l’art. 38 della Costituzione recita che “Ogni cittadino inabile al lavoro e sprovvisto dei mezzi necessari per vivere ha diritto al mantenimento e all’assistenza sociale“, ci sono ottime ragioni per ritenere che la Corte Costituzionale reputerà questa somma effettivamente troppo bassa.

I dubbi sul futuro del sistema previdenziale

Non può che essere positivo il fatto che questa categoria di cittadini così svantaggiati possa usufruire di un sussidio mensile più dignitoso, che consenta quantomeno di provvedere in modo più efficace alle necessità più basilari, per contro ovviamente le preoccupazioni sull’equilibrio del sistema previdenziale italiano stanno divenendo sempre più consistenti.

Nel nostro Paese la disoccupazione continua ad essere elevata, ciò influisce negativamente anche sui contributi versati all’INPS, molti liberi professionisti rinunciano a svolgere la loro attività perché la pressione contributiva, ancor prima di quella fiscale, riduce eccessivamente i margini, allo stesso tempo la popolazione tende ad essere sempre più vecchia, dunque da un lato vi sono tantissime persone che hanno pieno diritto di godere della loro pensione e dall’altro una quantità di giovani spropositatamente bassa che, peraltro, fa fatica a trovare lavoro e a versare i propri contributi.

Ad aggravare ulteriormente la situazione vi sono strumenti di welfare di ultima generazione quali il già citato Reddito di Cittadinanza, il quale fa uscire enormi capitali dalle casse dell’INPS, stesso dicasi per la crisi economica dovuta alla pandemia per la quale il sistema previdenziale ha dovuto prevedere l’erogazione di sussidi a beneficio di moltissime persone.

Nell’attesa di conoscere come si esprimerà la Corte Costituzionale, non è il caso di fare allarmismi, ma è evidente che i dubbi sul futuro del sistema previdenziale italiano siano più che legittimi, proprio per questo d’altronde sempre più persone valutano, per il proprio futuro, delle soluzioni private, rivolgendosi a realtà quali www.inpensione.com.

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