Il Primato Nazionale mensile in edicola

Roma, 23 giu – Settembre si avvicina e il governo giallofucsia non ha ancora deciso nel dettaglio come e quando riaprire le scuole. Sono settimane che il ministro dell’Istruzione Lucia Azzolina e il Comitato tecnico scientifico stanno discutendo sulla data di inizio lezioni, se saranno in presenza in aula per tutte le scuole di ordine e grado, se ci sarà in mix tra lezione in classe e didattica a distanza per le superiori, e soprattutto secondo quali criteri di sicurezza si potranno condividere gli spazi.

“Riapertura il 14 settembre, test sierologici per docenti e personale”

A tutt’oggi, la Azzolina propone il 14 settembre come data di riapertura delle scuole. Il governo, di concerto con il Cts, sta discutendo della possibilità di effettuare test sierologici, da parte dello Stato, a tutto il personale docente e amministrativo delle scuole italiane, sempre alla ripresa prevista per il 14 settembre. La questione è al centro di un confronto avviato nella sede della Protezione civile tra il Cts e il premier Giuseppe Conte. La proposta dei test di Stato – secondo quanto riporta una fonte del Cts – sarebbe stata considerata favorevolmente dal presidente del Consiglio, che ha preso tempo per decidere.

A quanto pare poi, nei prossimi giorni ci saranno aggiornamenti sulle linee guida per la riapertura delle scuole e chiarimenti su come rendere sicuro il ritorno in classe degli studenti. Il tempo stringe, anche perché il Cts terminerà il suo mandato a fine luglio (il 31 luglio scade anche lo stato di emergenza sanitario).

“Scuole riapriranno in modo omogeneo su tutto il territorio nazionale”

Dal canto suo, la Azzolina su Facebook scrive che “le scuole riapriranno in modo omogeneo su tutto il territorio nazionale. Per l’avvio del nuovo anno abbiamo già proposto la data del 14 settembre”. Dal 1 settembre invece dovrebbero partire i recuperi. Sul fronte sicurezza aggiunge che “in questi giorni è andato avanti il confronto con il Comitato tecnico scientifico del ministero della Salute sulla riapertura delle scuole. Nelle prossime ore condivideremo le linee guida con tutte le parti che hanno partecipato al tavolo di lavoro e giovedì le chiuderemo insieme a Regioni ed Enti locali”.

“Impossibile rispettare protocolli sul distanziamento, vanno rivisti”

Ma il problema principale del ritorno in aula è il rispetto del distanziamento. In tal senso i presidi lanciano l’allarme: non è possibile rispettare i protocolli di sicurezza in almeno il 40% delle strutture scolastiche. Ecco perché – fanno presente – è necessario rivedere le norme stabilite del governo e aggiornarle secondo l’andamento dei contagi. Insomma, il succo è che il Paese sta tornando alla normalità e così deve essere anche per la scuola. A maggior ragione che riaprirà a settembre, quando l’epidemia – dati alla mano – potrebbe essere di fatto sparita.

Adolfo Spezzaferro

Commenta