Roma, 27 ott — Dopo il boom dei vaccini, Pfizer finisce nel mirino della Guardia di finanza italiana per possibile evasione fiscale. Le Fiamme gialle, in collaborazione con l’Agenzia delle Entrate, starebbero compiendo una verifica fiscale sul colosso farmaceutico: secondo indiscrezioni riportate dall’agenzia Bloomberg, il sospetto è che la società potrebbe aver trasferito 1,2 miliardi di euro di profitti a divisioni in altri Paesi. Una triangolazione tra l’Italia e il paradiso fiscale del Delaware per nascondere al fisco l’enorme cifra degli utili.

Pfizer nel mirino della Finanza

Gli utili di cui Pfizer avrebbe cercato di evitare la tassazione riguardano operazioni effettuate tra il 2017 e il 2019, cioè prima dell’emergenza Covid. La società avrebbe deciso di non distribuire dividendi nel triennio indicato per evitare che quei soldi fossero tassati in Italia (tasse che potrebbero arrivare fino al 26%). Gli 1,2 miliardi di utile sarebbero stati spalmati su due società estere: la Pfizer Production LLC e Pfizer Manufacturing LLC, con sede nel Delaware. Nei tre anni che vanno dal 2017 al 2019, Pfizer ha generato globalmente un totale di 33 miliardi di dollari di utile netto rettificato (quasi 33 miliardi di euro).

Paradisi fiscali

L’indagine è scattata nell’ambito di una serie di controlli a campioni sulle grandi multinazionali condotti da GdF e Agenzia delle entrate per verificare i rapporti tra l’Italia e le sedi estere delle società, collocate per lo più in paradisi fiscali. «La società sta offrendo il massimo della collaborazione», ha riferito una portavoce di Pfizer Pam Eisele a Bloomberg, assicurando che l’azienda ha «rispettato tutte le norme fiscali e le leggi italiane». Secondo quanto riporta l’agenzia Ansa, non esisterebbe ancora un verbale di accertamento e alla società non è ancora stato notificato nulla.

Cristina Gauri

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