Il Primato Nazionale mensile in edicola

Roma, 24 lug – Encomio solenne “per essersi distinti per il ragguardevole impegno operativo ed istituzionale e per i risultati conseguiti soprattutto nell’attività di contrasto al fenomeno dello spaccio di sostanze stupefacenti”. Con queste parole, altrettanto solenni, il comandante dei carabinieri della Legione Emilia-Romagna premiò i militari della caserma degli orrori arrestati a Piacenza. Un fatto riportato da Piacenza Sera, che cita l’esplicita menzione avvenuta durante il corso della cerimonia per i 204° anni della Fondazione dell’Arma.

Ma nessuno se ne accorse

Carabinieri arrestati per spaccio vennero insomma lodati e premiati per il loro strenuo impegno contro gli spacciatori. Un episodio che con tutta evidenza mette ancor più in imbarazzo i vertici dell’Arma. Possibile che nessun comandante si sia mai accorto di quanto stava accadendo? Nessuno di loro sapeva dei festini a base di droga in caserma, delle violenze, dello spaccio di droga e di tutti i vari gravissimi reati di cui sono adesso accusati i carabinieri della caserma Levante? E dire che proprio questa caserma era diventata una centrale di spaccio e sempre lì venivano massacrati di botte i pusher.

L’importante riconoscimento fu ricevuto dai carabinieri in questione direttamente dalle mani del colonnello Corrado Scattaretico, trasferito poi nel settembre del 2018 a Roma come vice capo-ufficio del vicecomandante generale dell’Arma. Al posto di Scattaretico subentrò il colonnello Michele Piras, arrivato dal Reparto operativo di Catania e nominato poi a settembre 2019 da Paola De Micheli a capo della segreteria generale del ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti. Infine, al posto di Pira subentra l’attuale comandante provinciale, il colonnello Stefano Savo.

E a Bari…

E’ inevitabile che sorgano molti dubbi, soprattutto se questi carabinieri ricevettero addirittura riconoscimenti per il lavoro svolto nel contrasto al traffico di stupefacenti e a spacciare erano proprio loro. Intanto a Bari è stato arrestato un altro carabiniere, accusato di peculato, omessa denuncia da parte di pubblico ufficiale e depistaggio. Si tratta del maresciallo Cosimo Maldarizzi della stazione dei carabinieri di Cassano delle Murge. Nel 2009 la caserma comandata da Maldarizzi fu insignita di un “encomio semplice collettivo”. Un riconoscimento comunque antecedente ai reati contestati al maresciallo, che però a posteriori non può che imbarazzare i vertici dell’Arma.

Eugenio Palazzini

Commenta