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Pesaro, 10 mag — Chissà se Fedez interverrà per stigmatizzare l’aggressione — e invocare la legge Zan — nei confronti di un ragazzo di 18 anni di Pesaro, picchiato da un gruppo di albanesi e marocchini per via dello smalto che indossava sulle unghie. Il branco ha poi pestato con ferocia l’amico della vittima, intervenuto a difenderlo.

Sangue di Enea Ritter

Pestato dal branco di immigrati per lo smalto sulle unghie

Lo riporta il Resto del Carlino, che ha raccolto la testimonianza dell’aggredito. «Una quindicina di ragazzi che non conoscevamo ci ha chiamato da lontano. Erano tutti extracomunitari, albanesi e marocchini. Mi hanno prima preso in giro per il ciuffo bianco, poi, quando si sono avvicinati e hanno visto le mie unghie con lo smalto nero, cinque o sei di loro mi hanno bloccato. Uno ha preso un accendino e ha cercato di dar fuoco alle dita per ‘toglierlo’, un altro ha visto le mie collane, prima me le ha chieste e poi strappate».

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Massacrato di botte l’amico

L’episodio si è verificato nella serata di sabato 8 maggio nel giardino della Rocca Malatestiana di Fano (Pesaro). La vittima dell’aggressione prosegue raccontando il pestaggio dell’amico intervenuto in suo soccorso. «Il mio amico è intervenuto per cercare di fermarli. Gli hanno sferrato un pugno in faccia, poi calci in bocca, alla schiena, al braccio, ovunque». Il tutto davanti a una piccola folla che non ha mosso un dito per aiutare i due.

“Nessuno ci ha aiutato”

«Il mio amico a terra perdeva sangue, ma delle cinquanta persone intorno che vedevano tutto, nessuno è venuto ad aiutarci. Solo uno, che non conosciamo, ha chiamato i soccorsi. Il branco dei picchiatori, cinque quelli più violenti, è fuggito subito. Ma prima ci ha rubato il marsupio con le chiavi di casa e i cellulari. Io, a parte il livido al collo provocato quando mi hanno strappato la collana, non ho ricevuto pugni». Peggio è andato all’amico, massacrato di botte dal branco di immigrati. «Invece al mio amico hanno fratturato il naso e un braccio». E poi l’amara considerazione: «Non avrei mai immaginato quello che è successo, mai ho pensato che il mio vezzo di darmi lo smalto nero alle unghie portasse a questo. Mi dispiace tantissimo per il mio amico, ha avuto la colpa di essere con me e di aver cercato di difendermi».

Il ragazzo conclude ripercorrendo gli istanti del tragitto in ospedale. «Il mio amico mi ha detto che pensava di morire, di venir ammazzato a calci e pugni. Non sentiva nemmeno più le botte, stava perdendo conoscenza. Ha rischiato la vita per colpa di un branco di delinquenti che si è avventato su di me per lo smalto sulle unghie e il mio ciuffo di colore bianco. Io spero che vengano trovati».

Cristina Gauri

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Classe 1977, nata nella città dei Mille e cresciuta ai piedi della Val Brembana, dell’identità orobica ha preso il meglio e il peggio. Ex musicista elettronica, ha passato metà della sua vita a fare cazzate negli ambienti malsani delle sottoculture, vera scuola di vita da cui è uscita con la consapevolezza che guarire dall’egemonia culturale della sinistra, soprattutto in ambito giovanile, è un dovere morale, e non cessa mai di ricordarlo quando scrive. Ha fatto uscire due dischi cacofonici e prima di diventare giornalista pubblicista è stata social media manager in tempi assai «pionieri» per un noto quotidiano sabaudo. Scrive di tutto quello che la fa arrabbiare, compresi i tic e le idiozie della sua stessa area politica.

3 Commenti

  1. CORTOCIRCUITO POLITICAMENTE CORRETTO……….. COME RISOLVERANNO LA PATATA BOLLENTE?
    BE SE IL RAGAZZO HA SIMPATIE DI DESTRA NON CI SONO PROBLEMI……………,SE INVECE E’ DI SINISTRA CI PENSERANNO I GIUDICI (DI QUELLA DIREZIONE……….) A RISOLVERLA

  2. Ma non sono ‘sti soggetti quelli del “wellcome refugee”? Prima frignano perchè non si vuole fare entrare lachiunque senza identificazione, adesso frignano prechè non si può identificarli? Una bella bicicletta richede sempre che si pedali; chi la vuole non può esserne inconsapevole, o peggio per lui.

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