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Lampedusa, 4 ago – “Io sono comunista”, questa è una delle dichiarazioni di Salvatore Martello, usata quasi fosse un intercalare, durante l’intervista che il sindaco ci ha concesso nel suo ufficio comunale, nel centro di Lampedusa. Da sempre fortemente aperto all’immigrazione, ora Martello si ritrova con una vera invasione in corso (circa 6.000 immigrati sbarcati nel solo mese di luglio), che sta mettendo a dura prova sia la tenuta dell’ordine sociale sull’isola, a causa delle continue fughe dall’hotspot, sia la pazienza dei suoi concittadini, già provati dall’emergenza coronavirus.

Martello invoca lo stato di emergenza per Lampedusa

Martello ha chiesto l’attivazione dello stato di emergenza al governo giallofucsia, ribadito anche il 20 luglio scorso al ministro Luciana Lamorgese in visita a Lampedusa. Martello ribadisce di essere favorevole alla soluzione della nave quarantena “l’ho chiesta io al governo” – che già da questa mattina sta imbarcando gli immigrati sbarcati negli ultimi giorni -, ma ribadisce che proclamare lo stato di emergenza per Lampedusa è “fondamentale”. Per Martello l’unica soluzione “per fermare gli sbarchi è intervenire direttamente in Tunisia, non ne esistono altre”.  Per quanto riguarda l’emergenza coronavirus, il sindaco ha minimizzato la questione, negando pure che una donna somala, sbarcata a Lampedusa il 22 luglio e poi trasferita nell’hotspot, sia stata scoperta positiva al Covid in un secondo momento, durante visite più approfondite dovute al suo stato di gravidanza all’ospedale Cervello di Palermo.

Pure il figlio e il marito della donna, sottoposti a test ulteriori, sono risultati infetti e sono stati trasferiti a Palermo, all’interno dell’hotel a quattro stelle San Paolo Palace, diventato un centro accoglienza di lusso per la quarantena degli immigrati. Il sindaco Martello ha altresì lamentato l’entrata di pescherecci stranieri, specialmente tunisini, in acque territoriali italiane. Spesso, infatti, succede, come dimostrato ormai da diversi sequestri, che i pescatori di Sfax e Zarzis arrivino nei pressi di Lampedusa con le stive cariche di immigrati, che poi raggiungono l’isola a bordo di barchini (sistema della “nave madre”), e ripartano con le stive piene del pescato dei lampedusani.

Francesca Totolo

4 Commenti

  1. Sciatto incapace vai a piangere da. Quella faccia da schiaffo di speranza e baciate i piedi degli immigrati visto che non siete degni di rappresentare o chiedere a nessuno degli italiani il permesso (SI! IL PERMESSO!!!) di disporre del territorio chiamato Italia che NOI manteniamo ogni giorno!

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