Bologna, 22 feb – Porta la mascherina abbassata, un passante lo minaccia con una pistola. Che il livello di psicosi montata attorno all’emergenza sanitaria – espressa in parole e azioni prive di qualsiasi fondamento razionale – avesse passato il segno da tempo, ce ne eravamo accorti. Ma quanto avvenuto a Bologna nei giorni scorsi alza ulteriormente l’asticella dello stato di follia collettiva in cui siamo sprofondati.

Non porta la mascherina, un folle gli punta la pistola addosso

Capita così che nel capoluogo emiliano, zona Mazzini, un uomo ha puntato una pistola contro un passante che teneva la mascherina momentaneamente abbassata, intimandogli di rialzarla. Il tempestivo intervento della polizia ha scongiurato l’eventualità che il gesto si trasformasse in tragedia. Lo riporta Repubblica. Protagonisti dell’assurda vicenda, un 50enne e un 63enne, entrambi italiani che, secondo quanto si apprende, non si conoscevano e si sono incrociati casualmente in via Protti.

L’uomo sbagliato al momento sbagliato

La vittima della follia Covid è l’uomo di 50anni. Trovatosi a passeggiare in una zona dove non sopraggiungevano altri passanti, aveva «osato» abbassarsi la fastidiosa mascherina per riprendere il fiato per qualche istante e respirare senza incomodi. Non aveva fatto i conti con il destino: sul suo cammino è sopraggiunta la classica «persona sbagliata al momento sbagliato», un 63enne evidentemente affetto da «sindrome dello sceriffo» applicata al Covid e portata a livelli da manicomio.

E’ bene sottolineare nuovamente, a scanso di equivoci, che il 50enne aveva la mascherina momentaneamente abbassata perché – come ha poi riferito agli agenti – non c’era nessuno a distanza ravvicinata. E’ bastato incrociare lo sguardo con il 63enne perché questi gli intimasse in modo perentorio di alzare immediatamente il dispositivo, innescando un’accesa discussione. A quel punto il più anziano ha estratto una pistola e l’ha puntata contro l’altro uomo, ordinandogli di rialzarsi la mascherina. Poi ha cercato di allontanarsi.

L’intervento della polizia

A quel punto, però il 50enne ha chiamato il 113. Gli agenti del commissariato Bolognina-Pontevecchio sono intervenuti tempestivamente. Per il 63enne è scattata la perquisizione. Ne è emersa la presenza della pistola Remington calibro 45 carica, regolarmente detenuta ma che il 63enne non poteva portare in luoghi pubblici – soprattutto per terrorizzare i passanti con la mascherina abbassata. La polizia ha sequestrato l’arma insieme alle munizioni. L’uomo è stato denunciato per minacce gravi e aggravate e porto in luogo pubblico di un’arma regolarmente detenuta.

Cristina Gauri

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Classe 1977, nata nella città dei Mille e cresciuta ai piedi della Val Brembana, dell’identità orobica ha preso il meglio e il peggio. Ex musicista elettronica, ha passato metà della sua vita a fare cazzate negli ambienti malsani delle sottoculture, vera scuola di vita da cui è uscita con la consapevolezza che guarire dall’egemonia culturale della sinistra, soprattutto in ambito giovanile, è un dovere morale, e non cessa mai di ricordarlo quando scrive. Ha fatto uscire due dischi cacofonici e prima di diventare giornalista pubblicista è stata social media manager in tempi assai «pionieri» per un noto quotidiano sabaudo. Scrive di tutto quello che la fa arrabbiare, compresi i tic e le idiozie della sua stessa area politica.

2 Commenti

  1. Per punizione: mandarlo a pulire i pavimenti degli ospedali. Rigorosamente SENZA mascherina, e tassativamente CON LA LINGUA. Finché non brillano.
    Gente da manicomio, come può avere un porto d’armi ed un’arma carica, regolarmente detenuti?? Si spiegano molte cose………….

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