Roma, 28 dic – La quarantena per i vaccinati con terza dose, ora di sette giorni, potrebbe essere ridotta tra i tre e i cinque giorni: il governo sta valutando l’ipotesi su impulso delle Regioni. Secondo quanto risulta, la decisione dovrebbe arrivare i primi di gennaio. Intanto si attende il parere del Cts, convocato per domani. In base all’andamento della curva epidemiologica, si pronuncerà sull’eventuale accorciamento dei tempi di quarantena. Il provvedimento riguarderebbe quei vaccinati con booster o terza dose che vengono a contatto con persone risultate positive. Al contrario, continua la stretta contro i non vaccinati, che rischiano addirittura il lockdown su misura.

Quarantena ridotta per chi ha fatto la terza dose

Il commissario straordinario Francesco Paolo Figliuolo dal canto suo ha riferito che sta facendo il punto con il ministro della Salute Roberto Speranza e gli esperti dell’Iss. “Adesso le quarantene sono diverse per i vaccinati e i non vaccinati, si sta studiando cosa mettere in campo”. Anche il presidente della Fondazione Gimbe Nino Cartabellotta è tornato a chiedere la revisione delle quarantene. “Omicron è una variante molta contagiosa. “Ogni positivo – ha detto a Radio Cusano Campus – può aver avuto, di media, dai 5 ai 10 contatti. Se dovessimo avere un milione di positivi vuol dire che potrebbero esserci dai 5 ai 10 milioni di contatti da mandare in quarantena e questo non è possibile. Chi ha fatto il vaccino con la terza dose è più difficile si contagi e quindi bisognerebbe rivedere le regole per questa categoria. La persona vaccinata anche con terza dose deve vedere la sua quarantena ridotta”.

Sileri: “Necessaria revisione regole ma non è questo il momento”

Per il sottosegretario alla Salute Pierpaolo Sileri, “è necessaria una revisione delle regole della quarantena ma non è questo il momento. Credo che sia auspicabile ma probabilmente tra 10 o 15 giorni da oggi”, riferisce a Sky Tg24. “E’ verosimile che Omicron sia oltre il 50-60% del virus che circola nel Paese”, chiarisce Sileri. E aggiunge: ‘Dal 10 gennaio si torna in presenza a scuola. E’ possibile che nei prossimi giorni si arrivi in generale a 100mila contagi al giorno ma se non tutti vanno in ospedale, per la scuola non vedo un grande problema“. “Non appena avremo dati più conclusivi su Omicron, anche le regole sulla quarantena dei bambini, degli alunni, degli studenti si potranno rivedere. Potrebbe essere anche tra 7-10 giorni, probabilmente prima della riapertura della scuola”. “Ma – precisa il sottosegretario – bisognerà vedere quanto questa variante del virus sia più o meno aggressiva. La riduzione della quarantena si deve basare su dati scientifici precisi, aspettiamo il Cts”.

Regioni in pressing: “Non dobbiamo bloccare il Paese”

A sentire i governatori delle regioni, non si può continuare con lo stesso sistema di prima, con il rischio che le troppe persone in quarantena blocchino inutilmente il Paese. Il presidente del Friuli Venezia Giulia e della Conferenza delle Regioni, Massimiliano Fedriga è convinto che la quarantena “andrebbe ridotta o tolta soprattutto per quelli che hanno la terza dose. Dobbiamo garantire la sicurezza sanitaria ma al contempo non dobbiamo bloccare il Paese“. Sulla stessa linea il governatore ligure Giovanni Toti. “Basta quarantena per i contatti dei positivi, bisogna cambiare le regole al più presto prima che si blocchi un intero Paese”, fa presente Toti, d’accordo con Matteo Bassetti. “Il rischio è trovarci tra poco con milioni di persone isolate: chi farà il pane, chi guiderà gli autobus, chi svolgerà le lezioni a scuola, chi garantirà la sicurezza, chi batterà lo scontrino al supermercato, chi lavorerà in ospedale?”, conclude.

Adolfo Spezzaferro

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