Il Primato Nazionale mensile in edicola

Torino, 30 apr – Flavia Lavinia Cassaro, insegnante di scuola primaria balzata alle cronache per i suoi insulti alle forze dell’ordine a margine del corteo antifascista contro CasaPound a Torino, ha perso il ricorso presentato contro il suo licenziamento.

Il suo licenziamento, ricordiamo, fu proposto dall’Ufficio scolastico regionale del Piemonte. La ragione, naturalmente, è da ritrovarsi nella “grave condotta” tenuta in piazza il 22 febbraio 2018. La Cassaro è indagata dalla procura per istigazione a delinquere, oltraggio a pubblico ufficiale e minacce. 

La docente ha presentato il ricorso considerando la sanzione nei suoi confronti “eccessiva”: tuttavia, tale ricorso è stato respinto da Mauro Mollo, Giudice del Tribunale di Torino, condannando la Cassaro a rifondere le spese di giudizio. Mollo rileva nelle motivazioni della sentenza che la scuola è un “mezzo per promuovere ‘la crescita della persona in tutte le sue dimensioni’ evidenziando il contrasto etico tra il fine educativo e il comportamento tenuto dalla docente che ha avuto un atteggiamento “incontrollato e offensivo nei confronti delle forze dell’ordine”.

“I docenti hanno compiti non solo legati all’istruzione dei bambini e dei ragazzi, ma anche educativi” continua il giudice “per i docenti di scuola primaria, i compiti educativi sono ancora più marcati rispetto ai colleghi degli altri gradi scolastici: hanno a che fare con bambini che non hanno sviluppato un senso critico e sono quindi portati ad ‘assorbire’ tutto ciò che viene trasmesso loro dall’insegnante, pertanto, un comportamento che violi le regole di civile convivenza e diffonda un senso disprezzo per lo Stato e i suoi comportamenti, tenuto dalla persona che dovrebbe essere modello di comportamento è ancora più grave”.

Ricordiamo che la Cassaro vive in uno stabile in corso Novara occupato e abitato da esponenti dei centri sociali e dell’estrema sinistra: in tale contesto, gli agenti di polizia ad ottobre trovarono sostanze stupefacenti sul tavolo della sua cucina. Sia in un intervento a Matrix che nell‘intervista per Il Primato Nazionale, la Cassaro non si dimostrò affatto pentita delle urla rivolte alle forze dell’ordine nel corso della manifestazione che ha causato il suo licenziamento, anzi: “ Non auguro la morte al singolo poliziotto ma a tutto l’apparato statale militare connivente con i fascisti. Auguro la morte al sistema fascista che i poliziotti stanno difendendo. E’ in atto una campagna di criminalizzazione dell’antifascismo da parte dei giornalisti” dichiarò.

Ilaria Paoletti

4 Commenti

  1. ottimo per una volta la magistratura ha fatto il suo lavoro ……. ricordo ancora i brutti voti che mi propinavano certi prof solo perché non ero di sx (o perché ero più “ganza” di lei ….. sì è successo anche questo dimostrato anche dal fatto che quando se ne andò passai dal suo fottuto 5emezzo 6menomeno all’8) ….. non sono tutti così ma spesso i nostri figli non sono affatto in buone mani ……

  2. Meno male che è stata licenziata. Una persona così può solo fare del male in tutti i sensi a coloro i quali dovrebbe insegnare. Ora aspettiamo le demenze sindacali.