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Roma, 11 gen – “Per la sicurezza dei cittadini livornesi o pagano i poliziotti o gli stranieri irregolari rintracciati restano liberi di circolare sul territorio“. E’ l’incredibile denuncia di Angela Bona, segretario generale provinciale del Sindacato italiano unitario lavoratori polizia (Siulp) di Livorno. “Per espellere gli stranieri irregolari i poliziotti hanno pagato di tasca loro le spese di missione – spiega Bona – anche se l’amministrazione (in questo caso il ministero degli Interni) deve corrispondere agli agenti un anticipo. Ma a fine anno i soldi non ci sono mai perché il bilancio viene chiuso intorno a Natale”.



Due clamorosi casi

Il segretario provinciale del Siulp cita due esempi clamorosi: “Nel primo caso il clandestino è stato accompagnato al Cie di Trapani con volo di linea pagato dal ministero, ma i due agenti hanno dovuto anticipare le spese e il sostentamento dello straniero”, racconta Bona. Il secondo caso ha fatto scattare la reazione piuttosto indignata dei poliziotti: “Durante i controlli in piazza Garibaldi, uno dei quartieri più critici di Livorno per la criminalità – spiega il segretario del Siulp –, è stato individuato un clandestino. Abbiamo avvertito l’ufficio immigrazione che ha dato disposizioni affinché l’uomo venisse accompagnato in un centro di identificazione. I poliziotti hanno chiesto l’indennità di missione ma, di fronte alla risposta negativa, questa volta si sono rifiutati di anticipare i soldi“.

Quanto rivelato dal Siulp è decisamente allucinante, perché non soltanto palesa quello che purtroppo era sotto gli occhi di tutti i cittadini italiani, ovvero che molti immigrati irregolari arrestati per reati vari poi non vengono effettivamente rimpatriati e quindi tornano a piede libero. Ma addirittura salta fuori che, almeno inizialmente, le spese immediate per procedere all’espulsione vengono affrontate dai poliziotti, abbandonati di fatto dallo Stato di fronte a questa gravissima emergenza.

Alessandro Della Guglia



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