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Roma, 14 giu – “Riprendiamoci Marco Zennaro”. E’ lo slogan lanciato da CasaPound che annuncia due manifestazioni, a Milano e Roma, per chiedere a gran voce di riportare in Italia l’imprenditore veneto detenuto in Sudan. “Da oltre due mesi un cittadino italiano è detenuto nel commissariato della capitale Khartoum. In un’unica stanza, dove sono stati ammassati una 50ina di altri detenuti. Con una temperatura che raggiunge i 46 gradi”.



E’ “inconcepibile abbandonare un nostro connazionale in un carcere del terzo mondo”, scrive Cpi in una nota. “L’Italia deve ottenere la liberazione immediata di Marco Zennaro – afferma CasaPound – esercitando ogni tipo di pressione sul Sudan e valutando ogni tipo di opzione, se necessario anche quella dell’intervento militare. È evidente che le accuse contro Zennaro non abbiano alcun fondamento e che siano una scusa per estorcere denaro alla famiglia e all’Italia. Un copione già visto in altre vicende che hanno coinvolto nostri connazionali”.

“Riprendiamoci Marco Zennaro”: CasaPound scende in piazza 

Ed “è inconcepibile che di fronte a questo sopruso – tuona Cpi – il nostro Governo non sia in grado di intervenire, lasciandosi mettere i piedi in testa dal Sudan. Lasciare un proprio cittadino in un carcere del terzo mondo senza intervenire, tanto più in una vicenda come questa, è vergognoso”. Per questo CasaPund fa sapere che manifesterà giovedì alle 11 davanti all’ambasciata del Sudan a Roma in via Panama e al Consolato Generale a Milano in via Nicotera alle 16, per invocare l’immediata liberazione di Marco Zennaro. “Per l’ennesima volta abbiamo la dimostrazione di essere una nazione governata da incapaci che non sanno muoversi nello scacchiere internazionale neanche per proteggere i propri connazionali. Quanti Zennaro dovranno ancora esserci – si legge sempre nella nota diffusa da CasaPound – prima che ci si ricordi essere una nazione libera e sovrana?”.

Detenuto in Sudan da quasi tre mesi

Quella di Zennaro è difatti una una storia sconcertante che denota, ancora una volta, il lassismo del governo italiano in politica estera. L’imprenditore veneziano, titolare di un’azienda che produce trasformatori elettrici, si trova in carcere nella nazione africana da quasi tre mesi in condizioni disumane. Un vero e proprio calvario, patito in seguito a un’accusa del tutto grottesca.

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Alessandro Della Guglia



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3 Commenti

  1. Solidarietà totale a CP, a M.Zennaro e a tutti coloro che risultano affiancati. Eventuali imperfezioni di fornitura scompaiono davanti al sequestro di passaporto estero, quindi di persona e alla presenza di intermediatori-importatori di ieri, di oggi, veri o presunti, magna-magna in combutta con il potere corrotto. Sequestrano il passaporto, la persona… ma io ti sequestro le ambasciate, i consolati, le camere di commercio se appena appena intravvedo l’ indegnità!! E così devono fare tutti i miei presunti partner…

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