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Roma, 14 giu – E’ caos sul mix di vaccini dopo lo stop a Astrazeneca agli under 60: scontro governo-Regioni con la Campania che dice no al “cocktail”. A sentire il premier Mario Draghi, second cui il piano vaccinale “continua. Non vi sono timori né incertezze“, è tutto a posto. Ma così non è. Tanto che il governatore campano Vincenzo De Luca va allo scontro frontale annunciando che non farà il mix di vaccini per chi deve ricevere la seconda dose di Astrazeneca ma ha meno di 60 anni. L’ennesimo dietrofront da parte del governo sul vaccino anglo-svedese scatena il caos. E anche i cittadini non sanno più cosa fare.



Mix vaccini, è caos. Ma Draghi dice: “Non mi risultano incertezze”

Il premier, al termine del G7 di Carbis Bay, prova a rassicurare gli italiani. “Non mi risultano incertezze, anzi c’è mi pare una adesione spontanea delle Regioni“, assicura. Lo stop arrivato da ministero della Salute e Comitato tecnico-scientifico su Astrazeneca per gli under 60 e le cosiddette vaccinazioni “eterologhe”, in realtà, hanno alzato il livello di tensione con i governatori delle regioni. Ora su sieri ed età, sottolinea Draghi, “è chiarito tutto. Il ministro Speranza ha specificato come comportarsi con i vaccini Astrazeneca e Johnson & Johnson, come comportarsi con le seconde dosi, quindi su questo ormai la situazione è chiara. Penso che sia una situazione in evoluzione così complicata – ammette – l’iniziativa degli Open day garantiva a tanti di vaccinarsi subito. Ora cerchiamo di portare a termine la campagna vaccinale nel modo migliore possibile”.

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La Campania dice no al mix di vaccini

Ma la Campania dice no al mix tra vaccini e blocca il richiamo con Pfizer e Moderna per chi ha avuto come prima dose il vaccino Astrazeneca. Il preparato anglo-svedese, da settimane al centro di nuovi drammatici dubbi dopo la morte per trombosi della 18enne ligure Camilla Canepa, che si era fatta vaccinare durante i contestati open day, è l’oggetto del contendere. De Luca fissa i paletti con una dichiarazione. “Le vicende degli ultimi giorni relative all’uso del vaccino Astrazeneca cambiano in modo radicale il livello di fiducia, le sensibilità e la stessa disponibilità dei cittadini in relazione alla campagna vaccinale. Occorre dunque ricostruire il rapporto di fiducia verso lo Stato, oggi fortemente compromesso. Al tal fine sarebbe irresponsabile ogni atteggiamento di minimizzazione dei problemi. La realtà è che da oggi cambia completamente la programmazione vaccinale“.

De Luca: “Si chiariscano i ruoli, anche del commissario”

“E’ indispensabile, allora, una radicale semplificazione – evidenza il governatore Pd -. Si chiariscano i ruoli“. Per De Luca la funzione del commissario va ricondotta “a un lavoro esclusivamente tecnico-operativo, relativo alla distribuzione dei vaccini. Si riconduca la comunicazione medico-scientifica al solo ministero della Salute, che deve assumersi la responsabilità di fornire gli orientamenti, facendo parlare una sola persona incardinata nel ministero stesso. Davvero il livello di confusione esistente rischia di pregiudicare lo stesso prosieguo della campagna vaccinale”.

Campagna vaccinale, le decisioni del governatore campano

In ogni caso, De Luca procede in autonomia. “La Regione Campania ritiene necessario fare scelte chiare. 1) Da oggi, non somministreremo più dosi di vaccino a vettori virali, a nessuna fascia di età. 2) Prosegue la vaccinazione di massa con vaccini Pfizer e Moderna. 3) Chi ha fatto la prima dose di AstraZeneca sopra i 60 anni, può completare il ciclo con una seconda dose Astrazeneca. 4) Per i soggetti sotto i 60 anni (tranne che per chi è alla dodicesima settimana) non si procede alla somministrazione di vaccini diversi dalla prima dose, sulla base di preoccupazioni scientifiche che invieremo al governo, e rispetto alle quali sollecitiamo risposte di merito, in mancanza delle quali, manterremo la nostra linea di rifiuto del mix vaccinale“. “Auspichiamo che da oggi in poi, da parte degli organi centrali, siano eliminate, nella comunicazione, espressioni del tipo: “è raccomandato”, “è consigliato”, “è preferibile”, ma si dica semplicemente; ‘è consentito’, o ‘è vietato’“, conclude il governatore campano.

Speranza: “Vaccinazione eterologa usata in altri Paesi come la Germania”

Il ministro della Salute Roberto Speranza, dal canto suo, assicura (e prova a rassicurare) che “la vaccinazione eterologa è già utilizzata da Paesi importanti come la Germania da diverse settimane e i risultati sono incoraggianti. Vi sono alcuni studi che testimoniano come la risposta immunitaria sia addirittura migliore di quella con due dosi dello stesso vaccino”. Speranza ribadisce: “Abbiamo un messaggio molto chiaro, evitare l’utilizzo di Astrazeneca sotto i 60 anni sia per la prima sia per la seconda dose“.

Il ministro della Salute difende l’operato del governo. Ma il caos resta

Il ministro poi spiega che “il Cts ha lavorato molti giorni su come proseguire questa campagna di vaccinazione. Lo ha fatto in stretta connessione con il ministero della Salute da un lato e con l’Aifa, in costante raccordo anche con Ema. Le nuove indicazioni che sono state presentate dal Cts, e già state inoltrare alle Regioni, sono state decise all’unanimità dopo un confronto importante anche con Aifa, che è stata parte integrante del processo decisionale, con la partecipazione sia del direttore Magrini sia del direttore Palù”, conclude.

Ma a livello di comunicazione, il caos è tale che il cittadino è ulteriormente disorientato. Il governo da un lato impone la vaccinazione come corsia preferenziale per il green pass, il lasciapassare per non incappare in restrizioni e divieti, dall’altro – con i continui dietrofront – non invoglia certo a vaccinarsi.

Adolfo Spezzaferro

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