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Roma, 3 ott – Un liceo classico con un’apposita aula dedicata agli immigrati, anzi per l’esattezza ai “caduti del Mediterraneo”. Non è un’assurdità buonista proposta da qualche politico in preda a isterie politicamente corrette, è quanto pensato e realizzato sul serio a Roma, nel centralissimo quartiere Esquilino. Al liceo Pilo Albertelli, nell’aula in questione, è stata collocata pure una teca al cui interno emerge un’opera realizzata all’uncinetto da un’alunna: nientemeno che un gommone carico di clandestini che si dirige verso le coste italiane. Nella stessa stanza spiccano poi, appesi alle pareti, due pannelli raffiguranti le rotte dei “migranti” nell’antichità e nell’età contemporanea.

Fondi del governo Gentiloni

A dare la notizia dell’aula dedicata agli immigrati è stato oggi Il Giornale, che ha intervistato la preside del liceo Antonietta Corea, autrice tra l’altro di un motivo dipinto sulle pareti che evoca le onde del mare e le dune del deserto. “Era un sogno che avevo nel cassetto da parecchio tempo, anche perché si tratta di un fenomeno che spesso viene banalizzato”, ha dichiarato la preside. “Per questo abbiamo deciso di apporre anche una targa che ricordi tutti quelli che hanno trovato la morte per cercare la vita”. Un sogno coronato anche grazie ai fondi pubblici, 50mila euro erogati dall’allora governo Gentiloni per “integrare l’offerta formativa con il tema della migrazioni”.

Studio delle “migrazioni” al liceo classico

La professoressa e archeologa Michela Nocita, che cura questa iniziativa, ha detto al Giornale di volerla portare avanti con un approccio diacronico. “Essendo uno liceo classico – ha detto la prof – ho pensato di usare il confronto con la storia antica per far comprendere ai ragazzi come i flussi migratori non siano fenomeni emergenziali ma di lunga durata”. Essendo un liceo classico ci aspettiamo pure che qualche bravo studente le faccia notare che la storia ci dice molte cose, anche il contrario di quanto affermato da questa docente. Ma tant’è.

Lo studio delle migrazioni sarà pure oggetto di lezione in pieno orario scolastico, e per non farsi mancare nulla riguarderà anche alcune attività extra curriculari. Chissà che ne penserebbe Giovanni Gentile di questo stravolgimento totale degli insegnamenti cardine pensati ad hoc per il liceo classico. Per capire la portata di questa operazione di propaganda politica in una scuola pubblica, basta leggere le parole pronunciate sull’immigrazione dagli alunni di questa scuola: “Difficile dire quali siano le soluzioni – hanno detto alcuni studenti a Il Giornale – ma sicuramente non si possono chiudere le porte a migranti e rifugiati”.

Alessandro Della Guglia

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2 Commenti

  1. Leggo Della Guglia sulla “apposita aula dedicata agli immigrati, anzi per l’esattezza ai “caduti del Mediterraneo””…
    lascio da parte gli immigrati – il ‘leitmotiv’ di questi tempi – mentre il mio pensiero va ai CADUTI DEL MEDITERRANEO (sic!)…
    chissa’ se la chiarissima Prof.sa Corea ha – sia pure per un millisecondo – inteso includere tra quelli anche gli oltre 2000 giovani di Capo Matapan (dei tre incrociatori pesanti ‘Pola’, ‘Zara’ e ‘Fiume’ nonche’ dei due cacciatorpediniere ‘Alfieri’ e ‘Carducci’)… beh, in effetti, no, l’Onore di coloro che avevano giurato fedelta’ al Demonio (!) deve fare la fine della polvere – sotto al tappeto – per l’eterno oblio… che tristezza…
    grazie per l’attenzione

  2. No. I caduti del mediterraneo non sono gli Italiani! Di quelli, guai a ricordarsi! Per chi usurpa le nostre vite, le nostre case, i “CADUTI” sono i NEGRANTI! Sono gli invasori! Noi celebriamo il lutto per la feccia che, fosse sopravvissuta, inquinerebbe le nostre vite! Hanno ragione i lerci adoratori del ” dio” GRULLHALLAH: noi stiamo allevando, proteggendo e crescendo a nostre spese, quelli che aspirano solamente a diventare i nostri PADRONI!

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