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Roma, 3 ott – Saracinesca giù per l’Ufficio di coordinamento regionale per l’accoglienza migranti della Sardegna. Il presidente della regione Christian Solinas e la sua giunta hanno decretato la fine del programma di accoglienza – quel programma a cui il predecessore di Solinas, il dem Francesco Pigliaru, era così affezionato.

Immediate le proteste del Pd. Il consigliere regionale Valter Piscedda non ha tardato a parlare di “atto razzista e xenofobo”, i due aggettivi che i dem estraggono dal cilindro ogni qual volta si rema contro l’invasione. A Viscedda ha risposto il consigliere leghista Annalisa Mele. “Si è sproloquiato su una parola tanto impegnativa e drammatica nella storia come ‘razzismo’. Le parole hanno un preciso significato ed inviterei il collega alla consultazione del vocabolario. È forse razzismo lavorare per aiutare gli africani a casa loro? È forse razzismo impedire che ignobili trafficanti neo-negrieri, facciano incetta di donne e uomini per inserirli nel racket dello spaccio e della prostituzione? È razzismo impedire il guadagno a cooperative improvvisate che li trattano come bestie?”, si chiede la Mele letteralmente andando a casa il suo opponente.

“La tragica questione degli immigranti – prosegue – richiede in primis risposte politiche precise, ripeto ‘precise’ soprattutto per tutelare sia i Paesi europei, sia gli stessi sventurati che raggiungono terre a loro volta, segnate spesso da soglie di povertà drammatiche”, aggiunge il consigliere. “Considerati i 4 milioni di veri poveri e alcuni milioni sulla soglia di povertà in Italia, allora dobbiamo essere realisti e guardare bene al nostro interno, anche in Sardegna”.

Poi, ritornando sulla questione del razzismo: “Si parla, si straparla di razzismo nei salotti buoni della solidarietà a spese degli altri. Ma chiedo, tra i Consiglieri regionali chi davvero ha dato personalmente? Chi si è speso concretamente, per soccorrere queste persone, convinte da mascalzoni a partire, credendo di incontrare un futuro di inserimento nel mondo del lavoro. Chi, come me, soprattutto tra chi sbandiera schemi ideologici ha rinunciato a 7 giorni su 21 delle sue ferie, togliendoli al riposo e alla famiglia per soccorrere materialmente a Lampedusa i derelitti? Non aggiungo altro, invito solo tutti al rispetto”, conclude.

Cristina Gauri

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4 Commenti

  1. Oramai sono divenuti prolissi,melensi e senza argomenti……… Appena un sinistro apre bocca ci ripropone l’ammuffito sproloquio del razzismo e della xenofobia………. Infatti loro lo sono con noi italiani.

  2. Se l’ odioso partito pidiessista può essere ITALOFOBO, il popolo Italiano ha tutto il diritto di essere XENOFOBO in genere, e NEGROFOBO, BEDUINOFOBO & ZIGAGNOFOBO in particolare. E che prenda sempre più piede la SINISTROFOBIA!

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