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Roma, 4 giu – Salvini si scaglia contro il campione dei virologi catastrofisti: “Ieri sera in diretta tv l’irriducibile Crisanti è arrivato a paragonare le riaperture del 26 aprile alla funivia del Mottarone operata senza freni. Senza vergogna. Senza parole“. Così su Twitter il leader della Lega commenta le dichiarazioni del microbiologo Andrea Crisanti ieri sera a Piazza Pulita su La7.

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Crisanti paragona le riaperture alla tragedia del Mottarone. La furia di Salvini

I numeri non giustificavano la decisione” di riaprire diverse attività dal 26 aprile, dice convinto il solito Crisanti, secondo il quale dovremmo restare tappati in casa in eterno. Come se non bastasse l’esperto super pessimista chiama in causa la tragedia del Mottarone. Faccio “un ragionamento paradossale – dice -. Supponiamo che alla funivia del Mottarone non fosse successo niente, era giusto levare il freno? La risposta è no. Abbiamo levato i freni prima del dovuto – ecco dove va a parare il microbiologo -. Ce lo diceva l’Inghilterra quello che dovevamo fare, dovevamo aspettare 3-4 settimane e levare i freni. Non dimentichiamo che in questo mese fantastico ci sono stati 7mila morti. Ci avviamo a superare l’Inghilterra e diventare il primo Paese in Europa per mortalità e uno dei primi al mondo”. Insomma, al solito, tutto il repertorio ferale, tratto distintivo del microbiologo, in lotta contro l’evidenza dei numeri, secondo cui la curva epidemiologica è crollata.

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Il microbiologo detta le sue volontà su come vorrà essere ricordato a fine pandemia

Un paragone talmente abnorme che non poteva sfuggire a Salvini, da sempre molto critico con le posizioni catastrofiste di Crisanti. Il quale dopo aver parlato sia del coronavirus che della campagna vaccinale si è prodotto in un giudizio sulla sua persona a dir poco indulgente. Per il futuro – dice – “la durata della protezione da vaccino avrà un impatto su tutto il sistema: un conto è se dura 9 mesi, un altro conto è se dura 18. Abbiamo bisogno poi di vaccini somministrabili con una sola dose”, è la sua sentenza. Infine il momento di autocritica (si fa per dire): “Alla fine di questa epidemia voglio essere ricordato come una persona prudente, non ottimista o pessimista“. Così Crisanti detta le sue volontà con tono perentorio.

Adolfo Spezzaferro

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