Roma, 11 feb – Mentre il Festival di Sanremo spacca il Paese, tra chi (la minoranza) “tifa” per il vincitore e chi lo ha fatto vincere (le giurie elitarie) e chi (la maggioranza) parla di tradimento della volontà popolare, che attraverso il televoto aveva scelto un altro vincitore, interviene il presidente della Rai, Marcello Foa, prendendo le difese del televoto. E quindi del popolo.

Dal canto suo, il direttore artistico Claudio Baglioni ha cercato di tagliare corto: “Se il festival vuol essere popolare, a decidere sia solo il televoto“.

Ma sulla questione, al di là delle polemiche, a centrare il problema è Foa: “C’è stata una sproporzione, un chiaro squilibrio tra il voto popolare e una giuria composta da poche decine di persone che ha provocato le polemiche. Il sistema di voto va corretto chiaramente“.

Il riferimento è ovviamente al caso di Ultimo, per le preferenze del televoto ribaltate dai voti delle giurie tecniche, che hanno fatto vincere Mahmood.

“Questo sistema funziona o no? – si chiede Foa a UnomattinaVa corretto chiaramente anche perché il pubblico si senta rappresentato. C’è stato, come sappiamo un ribaltamento del giudizio e ne va tenuto conto”.

Salvini: “Ha deciso una giuria di radical chic”

“A Mahmoud ho mandato un messaggino per fargli gli auguri, è un mio connazionale e un mio concittadino. Poi de gustibus: a me la canzone non piaceva e constato l’enorme distanza tra il voto popolare e quello della giuria, un salotto di 7-8 radical chic che ha deciso. Poi, per fare dei nomi: Severgnini, Ferzan Ozpetek, Serena Dandini, Joe Bastianich. Personaggi anche simpatici, ma che possono giudicare sul Leone d’Oro o Masterchef. E’ evidente che il Pd in Rai ha colonizzato anche l’ultimo dei posacenere, siamo rimasti ai tempi di Renzi”. Così il vicepremier Matteo Salvini intervenendo sulla questione.

In generale, il presidente della Rai è rimasto colpito dalla partecipazione dei giovani: “C’è stato un livello altissimo di partecipazione sui social, ma anche nei dati d’ascolto, da parte dei giovanissimi che mancava da tanti anni. Soprattutto le ragazze sono state incantate da Sanremo. E questo è molto importante perché Sanremo è un punto di raccolta dello spirito nazionale e deve rimanere tale per tanti anni a venire“.

Uno spirito nazionale – mutando dai termini della politica – che è stato tradito dall’élite della giuria contro il popolo populista e che, giustamente, vorrebbe essere sovranista.

Ludovica Colli

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