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Sbarchi e contagi: la piaga dei clandestini entra nella nuova emergenza Covid

by Emanuela Volcan
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Humanity I

Taranto, 13 lug – L’arrivo al porto di Taranto della Geo Barents, nave della Ong Medici senza frontiere con a bordo 314 clandestini, è previsto per oggi. L’annuncio delle Autorità Italiane è arrivato dopo la mezzanotte di ieri mentre l’imbarcazione faceva avanti e indietro di fronte alla costa siciliana di Agrigento. Il numero di sbarchi sta aumentando in maniera esponenziale, ed è pronto a segnare nuovi record, di fronte ad una classe politica assolutamente inerme; ministri e ministeri ridotti a fare da semplici smistatori del traffico. Tu vai qui, tu vai lì, e così via.

Quel traffico navale che proprio le Ong hanno alimentato a dismisura permettendo ai trafficanti di incrementare i guadagni – loro e di chi poi ne gestisce ricovero e mantenimento. Delle cifre che ruotano attorno al business dell’accoglienza, che sarebbe meglio chiamare tratta dei nuovi schiavi, abbiamo parlato più e più volte anche nel contesto di tutti quei progetti, lautamente finanziati, per l’integrazione. Operazione, quest’ultima, che appare quanto meno improbabile. Basta leggere le notizie di cronaca nera di un qualsiasi quotidiano di una qualsiasi parte d’Italia per capirlo.

Immigrazione al tempo della crisi e del Covid

Ora la domanda sorge spontanea: ma in un contesto internazionale in cui la crisi energetica, gli equilibri tra super potenze, il rigore che Draghi è pronto a propinare alla nazione per risparmiare su gas, luce ed acqua (a causa di un’altra emergenza, quella della siccità) come può l’Italia continuare a farsi carico di centinaia di migliaia di immigrati?

E per restare in tema di emergenza arriva da Trapani l’ennesima denuncia sulla gestione dell’immigrazione clandestina ai tempi del Covid. La Segreteria provinciale trapanese dell’organizzazione sindacale della Polizia di Stato “Italia Celere” ha diramato ieri un comunicato stampa in cui è scritto a chiare lettere l’inadeguatezza del “sistema accoglienza”. Legato, soprattutto, alla pandemia e della mancanza di risposte concrete per la sicurezza sanitaria degli operatori di polizia, dei civili che operano all’interno degli C.P.R. (Centri di Permanenza per i rimpatri), nonostante da un anno si inviino solleciti.
“Nelle ultime settimane si sono susseguiti i trasferimenti da Pantelleria a Trapani di soggetti sbarcati irregolarmente sull’isola, tra i quali, molti in “regime di autosorveglianza” in quanto ‘contatti stretti’ di soggetti risultati positivi Covid all’atto dello sbarco. In particolare, tra tutti i trasferiti, 7 che si trovavano nella suddetta condizione, con scadenza dell’autosorveglianza prevista per giorno 14 Luglio 2022, sono stati trattenuti presso il C.P.R. Milo in attesa di esecuzione del provvedimento di respingimento/espulsione emesso nei loro confronti”.

Con gli sbarchi Covid in libertà

Si legge ancora nel comunicato: “Lo straniero, F.M. di anni 49, sbarcato a Pantelleria in data 04 Luglio, invece, già sottoposto all’atto dello sbarco a tampone rapido al quale era risultato negativo, ha accusato domenica scorsa uno stato febbrile, a seguito del quale è stato condotto presso il Pronto Soccorso dell’Ospedale Sant’Antonio Abate di Trapani, ove è risultato positivo al COVID-19. Fin qui tutto bene si potrebbe dire, visto che i 7 soggetti si trovavano, e si trovano, all’interno di un settore separato del C.P.R., appositamente predisposto per evitare che soggetti potenzialmente infetti vengano a contatto con gli altri stranieri già trattenuti presso il C.P.R. Tra tutti gli stranieri trasferiti nelle ultime settimane è altissimo il numero di soggetti sottoposti al regime di Autosorveglianza e altrettanto grande è il numero di stranieri che, dopo aver ricevuto la notifica di un Provvedimento di Respingimento, non essendo stato possibile trattenerli presso un C.P.R. nazionale per indisponibilità di posti, sono stati destinatari di un Ordine del Questore a lasciare il territorio nazionale entro gg.7”.
E già qui ci si potrebbe fermare! Ma il comunicato va oltre: “Questa O.S. teme il nascere di focolai COVID all’interno delle strutture per ‘asilanti’ e nutre il forte dubbio che gli irregolari destinatari dell’Ordine del Questore, liberi di scorrazzare per l’Italia osservino le prescrizioni di indossare una mascherina FFP2, al chiuso o in presenza di assembramenti, fino al decimo giorno successivo alla data dell’ultimo contatto stretto. In pratica, grazie all’errata gestione dei trasferimenti da Pantelleria, sono state immesse in circolazione sul territorio nazionale delle potenziali armi biologiche innescate, che non sappiamo ove andranno a recare danno. A questa Segreteria appare evidente che qualcosa non funziona nella metodologia utilizzata nella gestione dei clandestini che giungono sulle nostre coste, che tramuta questi soggetti in bombe ad orologeria per la salute degli operatori delle FF.PP., per gli operatori dell’Ente gestore del C.P.R., per gli stranieri stessi e per qualsiasi cittadino che, ignaro, venga a contatto con essi”.
Conclude l’organizzazione sindacale: «La nostra O.S., per quanto cerchi di essere conciliante e per quanto tenti di trovare un dialogo con le Istituzioni preposte, non può transigere sulla tutela della salute degli Uomini in Divisa e questo dovrebbe essere interesse fondamentale anche di Prefettura e Questura. La nostra O.S. presterà massima attenzione alle decisioni prese in relazione a quanto sopra segnalato, perché l’accoglienza non può, né deve, essere assolutamente prioritaria rispetto alla salute pubblica e alla salute dei lavoratori. La responsabilità di certe scelte erronee pesa sulla vita dei poliziotti e sulle loro famiglie”.

Italiani in quarantena, immigrati liberi

Avete capito tutti? Imprese, lavoratori, anziani, bambini tutti sottoposti a divieti e restrizioni per due anni e mezzo e con la minaccia di ricominciare a settembre mentre c’è chi scorazza libero e senza alcun obbligo nelle nostre stesse città. Per non aprire un altro capitolo: dove finiscono i dati di positivi, ammalati e morti da Covid dei clandestini arrivati in Italia? A quali statistiche fanno riferimento? La domanda l’abbiamo posta a tantissimi Enti ed Autorità, ma nessuna risposta…Chi nasconde, e perché?
Emanuela Volcan

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