Roma, 13 lug – Mario Draghi risponde a Giuseppe Conte e al Movimento 5 Stelle, dopo aver incontrato i sindacati. La spaccatura della maggioranza, vera o presunta che sia, si trascina anche nei giorni successivi al voto sul dl Aiuti.

Draghi a Conte: “Nessun ultimatum”

Il presidente del Consiglio si esprime così, riportato dall’Ansa: “Come ho già detto il governo con gli ultimatum non lavora e non ha senso. Il resto bisogna chiederlo a Mattarella”. E sulla presunta crisi è molto chiaro: “Ho già detto che per me non c’è un governo senza M5s e non c’è un governo Draghi altro che l’attuale, questa è la situazione”. Del resto, per il premier, “un governo con gli ultimatum non lavora, a quel punto perde il suo senso di esistere”. Inoltre, “se si ha la sensazione che è una sofferenza straordinaria stare in questo governo, che si fa fatica, bisogna essere chiari. Lo dico anche per tanti altri che a settembre minacciano sfracelli e cose terribili”.

“Ho trovato diversi punti di convergenza”

Draghi ha anche aggiunto, sulla lettera pubblicata da Conte e dai 5 Stelle: “Quando ho letto la lettera ho trovato molti punti di convergenza con l’agenda di governo, quindi l’incontro di oggi con le forze sociali va esattamente in quella direzione”. “Punti che era necessario sollevare” dice il capo del governo, che sull’incontro con i sindacati afferma: “Abbiamo presentato le linee guida su temi chiave come i contratti collettivi e il cuneo fiscale. Abbiamo concordato di rivederci tra due settimane quando il governo presenterà un provvedimento corposo e in quell’occasione, prima di discuterlo in cdm, avremo un altro incontro con le forze sociali”. E prova a difendersi sui risultati del suo esecutivo: “Il governo non è che non ha fatto nulla: abbiamo già fatto molto per famiglie e imprese con interventi da 33 mld. Cifra che una volta era di una-due manovre di bilancio mentre ora sono per mitigare i prezzi per i più fragili”.

Alberto Celletti

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