Roma, 30 ott – La proposta del deputato di Italia Viva Luigi Marattin di “schedare” tutti gli utenti social italiani continua a generare dissenso. “Da oggi al lavoro per una legge che obblighi chiunque apra un profilo social a farlo utilizzando un documento d’identità. Poi prendi il nickname che vuoi (perché è giusto preservare quella scelta) ma il profilo lo apri solo così”, aveva twittato, ispirato a sua volta da un tweet – nientemeno – di Gabriele Muccino: “Subito, al più presto, occorre una legge che obblighi chiunque apra un account social a registrarlo solo tramite l’invio di un documento d’identità”. Un’idea che ha sollevato un vespaio di polemiche al quale Marattin, stizzito, ha risposto proponendo una petizione online sul sito di Italia Viva, “per impedire che il web rimanga la fogna che è diventato” e contrastare la piaga dei “profili falsi sui social network”. Una raccolta firme che si è rivelata un vero e proprio epic fail, una figuraccia di proporzioni bibliche, dal momento che è possibile firmarla fornendo nome e email falsi. 

E la stoccata finale arriva anche dagli alleati di governo, quel M5S che che oggi, sul blog del Movimento, ha preso con decisione le distanze dall’idea di Marattin: “Sareste contenti se per andare in piazza o al bar con gli amici vi chiedessero ogni volta di identificarvi?” si legge sul Blog. “La misura metterebbe a rischio i dati sensibili di milioni di utenti. Non vogliamo uno Stato di polizia. Dobbiamo arginare il fenomeno delle fake news e degli odiatori seriali sul web che si nascondono dietro falsi profili, certo” proseguono i grillini, “Ma la proposta del deputato di Italia Viva ricorda ben altri periodi della storia e non certamente una società democratica di stampo occidentale”. Secondo i pentastellati è necessario potenziare le risorse della polizia postale: “Per riuscire ad arginare le notizie e i profili falsi è necessario invece rafforzare i compiti e i poteri investigativi della polizia postale, che ha gli strumenti anche normativi adatti ma poco personale considerando la rilevanza del fenomeno”. E si dovrebbe puntare “sulla prevenzione e l’educazione all’uso consapevole dei media, anche on line. Su questo l’impegno della Ministra Pisano che ieri ha annunciato di voler seguire il tema va nella giusta direzione”. E conclude: “Internet è una risorsa illimitata e inestimabile, che ha dato la possibilità a milioni di cittadini di esprimersi e partecipare liberamente alla vita attiva e politica della società. Di incidere nelle decisioni che li riguardano. Per questo non appoggeremo mai un’idea simile”. Forse è giunto il momento che Marattin torni a occuparsi di economia.

Cristina Gauri

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