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Roma, 15 set – Altro che controlli e multe per chi non ha il green pass (genitori compresi), la scuola ha ben altri (irrisolti) problemi, come il fatto che a campanella suonata mancano all’appello ancora mille presidi. A lanciare l’allarme è l’associazione di categoria DirigentiScuola. “Mille scuole sono senza dirigenti, per questo siamo stati costretti a impugnare il decreto ministeriale del 15 maggio scorso facendo appello al presidente della Repubblica“. Lo annuncia Attilio Fratta, presidente di DirigentiScuola. “Non abbiamo avuto scelta – sottolinea Fratta – nonostante le promesse fatte dal ministero su organici, mobilità e affidamento dei nuovi incarichi, nulla è accaduto. E l’anno scolastico è iniziato, sotto questo aspetto, nel peggiore dei modi”.



DirigentiScuola: “Abbiamo passato mesi a parlare di problemi inesistenti tra vaccini e green pass”

“Abbiamo passato mesi – continua Fratta – a parlare di problemi inesistenti tra vaccini e green pass. Nessuno, tranne noi, ha posto l’accento sui drammi mai risolti della scuola italiana”. “Viviamo all’interno di una situazione folle: come è possibile che le graduatorie non scorrano una volta che i dirigenti si dimettono?” – si chiede Fratta. “Sta saltando il sistema. Non si stanno rispettando le leggi. E non si comprende perché il ministro, che viene sconfessato in continuazione, non reagisca con determinazione prendendo gli opportuni provvedimenti. Chiediamo un intervento immediato per porre subito rimedio a questa situazione vergognosa” conclude Fratta. Il grido di allarme è per un sistema che saltando a causa delle misure emergenziali per il Covid. Ma al di là dell’obbligo del green pass, non si è fatto molto neanche su questo fronte.

Anief: “Torna la Dad, green pass inutile”

“Lo abbiamo denunciato, inutile il green pass, per questo abbiamo scioperato. Fino a quando non si sdoppiano le classi, il ritorno in presenza sarà insicuro e poco sostenibile in assenza del rispetto delle regole sul distanziamento. Servono test salivari periodici e domestici e una nuova politica di tracciamento dei contagi”. A farlo presente è il sindacato Anief, contrario all’obbligo di green pass per docenti e personale scolastico.

La denuncia del sindacato: “Dad conseguenza naturale inerzia sulla scuola”

“Hanno un nome le tre scuole dell’Alto Adige dove in alcune classi è già tornata la didattica a distanza, per casi di positività tra alunni oppure professori, pochissimi giorni dopo l’inizio delle lezioni in presenza. Gli istituti dove le classi sono state messe in quarantena si trovano a Bolzano e sono frequentate da alunni che vanno dalla primaria alle medie. Comincia ad essere evidente – sottolinea il sindacato – che le rassicurazioni del ministro dell’Istruzione sul mantenimento delle attività didattiche in presenza, senza tornare alla Dad, debbano fare i conti soprattutto con l’inerzia di chi governando la scuola aveva la possibilità di aumentare gli spazi delle aule, dimezzare il numero di alunni per classi, incrementando invece quello di docenti e personale Ata. Tutto questo non è stato fatto e la Dad è la conseguenza naturale“, denuncia l’Anief.


“Senza distanziamento non c’è sicurezza”

“La verità – dice Marcello Pacifico, presidente nazionale Anief – è che venendo meno il distanziamento minimo tra gli allievi, ci ritroviamo con una sicurezza inferiore all’anno passato. Perché il vaccino non scherma in maniera assoluta dai contagi, mentre è inevitabile che i rischi di contrarre il Covid siano altissimi rispetto agli attuali spazi. Le condizioni di sicurezza non possono essere solo legate alla mascherina e alla vaccinazione di un quinto delle persone – tra alunni, docenti e personale – che stazionano a scuola per diverse ore al giorno. Si era parlato molto anche di sistemi di aerazione meccanici, che avrebbero permesso un ricambio d’aria maggiore. Ma nemmeno questo è stato fatto, tranne in rarissimi casi”, sottolinea Pacifico.

“Tamponi diagnostici depotenziati”

“Anche i tamponi diagnostici per i non vaccinati sono stati depotenziati. E pure i monitoraggi, da realizzare con i test salivari su alunni e personale, non decollano. Si realizzeranno per iniziative degli enti locali, creando pure discriminazione tra studenti e personale. Noi continuiamo a denunciare queste scelte sbagliate: ecco perché anche oggi – conclude Pacifico – scioperiamo in 5 regioni, sempre nel primo giorno di scuola”.

Da canto suo, il ministro dell’Istruzione Patrizio Bianchi si limita a commentare che “a Bolzanovil sistema è scattato e funziona“. Sì, funziona: con la Dad, che invece andava scongiurata ad ogni costo. Resta il nodo trasporti pubblici – superaffollati dagli studenti – così come quello delle classi-pollaio. Però si fanno i controlli per il green pass…

Adolfo Spezzaferro

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