Roma, 26 dic – Continua il calvario dei moltissimi docenti e collaboratori scolastici con supplenze brevi e saltuarie, soprattutto giovani, che hanno lavorato o lavorano ancora nelle scuole della penisola dall’inizio dell’anno scolastico in corso ma non hanno ancora ricevuto alcun compenso dallo Stato. Sempre più frequentemente gli istituti, al momento d’inizio delle lezioni, si trovano scoperti in molti ruoli: dalla mancanza del personale scolastico, con bidelli assenti, ai numerosi docenti che lasciano scoperte le classi di migliaia di studenti. Una situazione che si ripete ormai di anno in anno.

La situazione dei lavoratori della scuola

Numerose organizzazioni sindacali sono scese in campo in protesta, il dicastero preposto all’istruzione, impersonificato nel neoministro Giuseppe Valditara, ha fatto sapere di avere le mani legate; la questione non sembrerebbe riguardare solamente il sistema scuola o i singoli istituti ma soprattutto il ministero dell’Economia e delle finanze che ha nelle mani questi pagamenti. I supplenti si trovano oggi in una situazione disastrosa: anticipi di spese su spese e anni di risparmi intaccati oltre i costi quotidiani per andare al lavoro.

Precariato come condizione funzionale al mercato

La condizione di disagio dei molti supplenti esemplifica la strada intrapresa dal mondo del lavoro, in modo particolare per le migliaia di giovani che ci si affacciano per la prima volta. Il precariato, condizione di sfruttamento e ingiustizia, è diventato ormai lo stato privilegiato dalle dinamiche di mercato, il quale porta conseguentemente a situazioni di disagio e ad un potere contrattuale praticamente nullo. La politica, succube di queste tendenze economiche, mostra il suo immobilismo, nonostante il governo abbia incrementato di 150 milioni di euro il fondo per il pagamento delle supplenze brevi e saltuarie con il decreto-legge numero 179 del 23 novembre, quello che proroga gli sconti sul carburante, ma ad oggi nulla si è fatto in questa direzione. 

Andrea Grieco

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