Roma, 26 dic – Ogni volta che “l’uomo dell’annoAboubakar Soumahoro parla per mezzo social è una perla di imbarazzo e cringe. I suoi auguri di Natale non potevano essere da meno. Questa volta, il deputato ed ex sindacalista critica tutti credendosi Martin Luther King.

Gli auguri di Natale

Una cartolina con la sua foto che lo ritrae sorridente mentre addobba l’albero di Natale e gli auguri scritti su di un colore marroncino chiaro: “Buon Natale, che lo spirito delle feste riscaldi i vostri cuori». Sotto la sua firma, ovviamente in rosso. Il tutto corredato da un lungo e polemico post. È così che Soumahoro ha voluto fare i propri auguri ai suoi sostenitori, nonostante gli scandali che stanno colpendo lui e la sua famiglia. Il vero pezzo forte è però quanto scritto all’interno del post. Soumahoro comincia con un messaggio da Baci Perugina in cui inneggia all’amore, all’altruismo e alla solidarietà: “Vorrei augurare ad ognuna e ognuno di voi un sereno Natale richiamando una parola, forse inflazionata, ma che per me resta densa di significati: Amore. È l’amore, in fondo, che ci permette di coltivare l’altruismo e la solidarietà in ogni istante della nostra vita». Poi prosegue con un immancabile pistolotto sull’essere umani: «Vivere ed agire con umanità, mantenendo sempre la propria serenità spirituale, resistendo al malvagio spirito della cattiveria, ci consente di contribuire alla costruzione di una comunità solidale di fratellanza e sorellanza».

Soumahoro e Martin Luther King

La ciliegina sulla torta è il finale, in cui Soumahoro si lascia andare a qualche polemica non troppo velata, il tutto condito da un pizzico di megalomania: «Perché, come disse Martin Luther King Jr, “alla fine, non ricorderemo le parole dei nostri nemici, ma il silenzio dei nostri amici”… Buone feste, di cuore, a tutti Voi!». Un accostamento tra Martin Luther King e Soumahoro che fa già ridere così, ma che ha quasi un effetto straniante pensando agli scandali che circondano quest’ultimo. Il deputato vuole rilanciare la sua immagine di paladino dei diritti civili, combattente solitario e incompreso, vittima di un sistema che lo ritiene “scomodo”. Insomma, oltre che dai propri guai, Soumahoro dovrebbe guardarsi anche dal proprio egocentrismo.

Michele Iozzino

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