Roma, 26 dic – Il caro energia è il tema centrale da mesi, incubo per milioni di italiani alle prese con bollette alle stelle. Realtà drammatica e al contempo spada di Damocle che getta inquietudine sul prossimo futuro. Ma quanto è costa davvero questo caro energia? Miliardi, molti miliardi. E’ quanto evidenziato dal Centro studi di Unimpresa, secondo cui c’è stata una riduzione di oltre 50 miliardi di euro di depositi sui conti correnti degli italiani. Si tratta di una diminuzione del 2,4% in appena tre mesi.

Come il caro bollette dilapida i conti correnti degli italiani

Lo scorso luglio, difatti, l’ammontare delle riserve delle famiglie e delle imprese depositate nelle banche in Italia era a quota 2.097 miliardi, a ottobre è sceso a 2.047 miliardi. Oltretutto, fino a pochi fasi e da oltre due anni si era al contrario registrata una crescita costante di riserve: 1.823 miliardi a dicembre 2019, 1.956 miliardi a dicembre 2020, 2.050 miliardi a ottobre 2021 e 2.075 miliardi a dicembre 2021. In piena pandemia, lo scorso anno, la tendenza all’accumulo degli italiani era proseguita. Rotta invertita soltanto dallo scorso agosto in poi.

Sia i cittadini che le aziende italiane accumulavano in particolare nei conti correnti, per due motivi sostanziali: come fonte di risparmio e per poter attingere in caso di liquidità necessaria in tempi rapidi. Per comprendere questa tendenza basti pensare che a fine 2019 il saldo totale era pari a 1.182 miliardi, cresciuto nel 2020 a 1.349 miliardi, a 1.480 miliardi a dicembre 2021, e ancora a 1.497 miliardi a luglio 2022. Da agosto la discesa progressiva, arriva a 45 miliardi in meno (-3,0%): 1.452 miliardi toccati lo scorso ottobre.

“Quella che abbiamo sotto gli occhi è la fotografia di una situazione drammatica che noi, purtroppo, avevamo prospettato da tempo”, dice il presidente di Unimpresa, Giovanna Ferrara, specificando come “stanno venendo meno le forze e la liquidità, sia per le famiglie sia per le imprese, specie quelle più piccole. I costi sono insostenibili, le bollette energetiche non più gestibili. Ecco perché, chi ha la possibilità attinge alle proprie riserve. Al governo riconosciamo l’impresa di aver confezionato una legge di bilancio comunque positiva e in tempi brevissimi, tuttavia segnaliamo l’urgenza di avviare un piano straordinario di interventi pubblici e di sostegni a partire da gennaio”.

Alessandro Della Guglia

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