Roma, 7 dic – Ad oggi in tutta Italia ci sono circa 10mila classi su un totale di 400mila che sono tornate in Dad, la didattica a distanza, a causa del Covid. “E’ sicuramente un numero consistente, ma rispetto al totale non c’è paragone e comunque non c’è paragone rispetto ad un anno fa“. Così Antonello Giannelli, presidente dell’Associazione nazionale presidi ospite a Res Publica su Cusano Italia Tv. Ma il problema, spiega, è che ci sono difficoltà nel tracciamento dei contagi. Ecco perché Giannelli ha chiesto l’intervento dell’Esercito. Soprattutto per evitare la Dad il più possibile.

Dad, Giannelli: “Asl hanno difficoltà con il tracciamento”

“Certamente la pandemia è in risalita – sostiene Giannelli -. Devono essere le misure approvate dal governo a porre un freno a questa risalita perché nessuno si vuole ritrovare in una situazione comparabile a quella dell’anno scorso. Dobbiamo prendere tutte le contromisure per far sì che ciò non avvenga”. In ogni caso quello che conta è effettuare il tracciamento in tempi rapidi e con efficacia. Soltanto così si può risparmiare l’incubo della Dad agli studenti. “Le Asl si sono trovate in grande difficoltà nell’applicare il protocollo del 3 novembre che si basava su due prestazioni che dovevano essere compiute con grande celerità: il testing e il tracciamento dei contatti. Il preside può mettere la classe in Dad, ma a stabilire se ci deve essere una quarantena deve essere la Asl”, spiega Gianelli. “Per fare tutto questo serve una grande celerità, se il tampone, che si dovrebbe fare fin dal primo giorno, lo si fa il terzo o il quarto è ovvio che il preside metta tutti in Dad e tutti in Dad rimangono“, avverte il presidente dell’Anp.

“Ho chiesto l’aiuto dell’Esercito”

Quello che è successo la settimana scorsa – il boom della Dad – è stato causato “dalle carenze di personale e organizzative delle Asl”, spiega Giannelli. Motivo per cui il governo ha tentato il dietrofront sulla quarantena, poi evitato con una nuova circolare. “Ho invitato il generale Figliuolo ad intervenire, con i mezzi di cui dispone, per supportare le Asl perché ce n’è bisogno” compreso l’utilizzo dell’Esercito, fa presente Giannelli. Infine il presidente dell’Anp ha invitato “tutte le famiglie a vaccinare i bambini. I pediatri sono concordi nell’affermare che non vi è nessun problema e che i vaccini garantiscono sicurezza anche ai più piccoli”.

Tuttavia più che vaccinare i bambini, esponendoli a rischi inutili visto che non sviluppano forme gravi di Covid, è necessario far sì che la Dad resti l’extrema ratio e garantire il pi possibile la scuola in presenza. Non ha senso, per colpa di ritardi e carenze delle Asl, costringere gli studenti a casa, come se fossimo fermi al 2020.

Adolfo Spezzaferro

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