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Roma, 12 feb – Divieto di spostamenti tra regioni fino al 25 febbraio, poi chissà. E’ forse l’ultima misura restrittiva targata Conte, primo ministro – ricordiamo – ancora in carica per l’ordinaria amministrazione. Contrariamente a quanto ipotizzato da tutti sino a poche ore fa, stando a quanto appreso dall’Adnkronos da fonti del governo, il blocco degli spostamenti non viene quindi prorogato fino a 5 marzo. Il nuovo decreto, che ha ottenuto nel pomeriggio il via libera del Consiglio dei ministri, non estende quindi lo stop alla prima settimana di marzo. Ma il divieto di spostamenti continuerà a valere fino al 25 febbraio anche tra Regioni che si trovano in zona gialla.



“Dal 16 al 25 febbraio – si legge nella bozza del provvedimento – sull’intero territorio nazionale è vietato ogni spostamento in entrata e in uscita tra i territori di diverse regioni o province autonome, salvi gli spostamenti motivati da comprovate esigenze lavorative o da situazioni di necessità ovvero per motivi di salute. E’ comunque consentito il rientro alla propria residenza, domicilio o abitazione“. Per ora nulla cambia quindi. Poi, a partire da fine mese, tutto potrebbe essere rivisto dal governo Draghi.

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Chi entra in zona arancione

A passare in zona arancione, a partire da domenica 14 febbraio, saranno tre regioni: Toscana, Liguria e Abruzzo. Più la provincia di Trento. Si aggiungono a Umbria (dove alcune aree sono in zona rossa) e provincia di Bolzano. Queste ultime regioni, secondo l’Iss, nell’ultima settimana hanno avuto un “livello di rischio alto”. Al contrario la Sicilia diventerà gialla.

Variante inglese e vaccinazioni

“Quasi il 20% dei 182 tamponi fatti presenta la variante inglese del virus”, fa sapere intanto il presidente della Regione Veneto Luca Zaia. Dal ministero della Salute è arrivata però, quasi contemporaneamente, un’importante e speriamo definitiva precisazione.
“Un attento monitoraggio relativo alla variante inglese del coronavirus ci consentirebbe, assieme al rafforzamento delle misure di mitigazione, di contenere e arginare gli effetti della nuova variante mentre si prosegue con le vaccinazioni, che restano comunque efficaci anche contro il virus mutato“. Lo stesso ministero ha poi aggiunto che la variante inglese molto probabilmente diventerà quella prevalente in Italia nei prossimi mesi.

Alessandro Della Guglia

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