Roma, 23 dic – Tampone di Capodanno per i vaccinati, forse chi ha fatto la terza dose sarà esentato: il governo con un nuovo decreto punta a imprimere una stretta natalizia (ancora) contro il Covid. Per il resto, non è ancora dato sapere di quanto sarà ridotta la validità del green pass, sempre per costringere i vaccinati a fare la terza dose. Né se sarà introdotto l’obbligo vaccinale per altre categorie professionali, come i dipendenti della Pa a contatto con il pubblico. Sembra invece certo che sarà ripristinato l’obbligo di mascherina all’aperto. Anche perché diversi amministratori locali hanno già reintrodotto la misura.

Tampone di Capodanno, forse sarà esentato chi ha fatto la terza dose di vaccino

A quanto pare, chi è vaccinato con tre dosi non dovrà avere un tampone negativo per andare ai veglioni o in discoteca. Tutti gli altri dovranno farlo nelle 24 ore precedenti. Dovrebbe essere questa l’unica concessione che il premier Mario Draghi porterà questa mattina alla cabina di regia. A seguire ci sarà il Cdm per varare il nuovo decreto con ulteriori restrizioni anti Covid. Tra le ipotesi al vaglio, anticipare ulteriormente la terza dose, forse a quattro mesi dalla seconda. Mentre il super green pass potrebbe valere soltanto sei mesi, se non cinque.

Torna l’obbligo di mascherina all’aperto. Forse Ffp2 obbligatoria sui mezzi pubblici

Nel dettaglio, tra le misure contenute nel nuovo decreto, l’obbligo di tenere la mascherina all’aperto in tutta Italia. Mentre in alcuni luoghi particolarmente affollati – come il trasporto pubblico locale – potrebbe essere imposto di utilizzare la Ffp2, che garantisce maggiore protezione. Per quanto riguarda il tampone obbligatorio – misura molto contestata, perché distoglie dall’obiettivo di convincere tutti a fare il vaccino – per andare in discoteca o partecipare alle feste nei locali pubblici, dovrà farlo chi ha ricevuto soltanto due dosi. Nella lista dei luoghi ritenuti a rischio potrebbero essere inseriti anche gli stadi e i concerti, ma la decisione sarà presa oggi alla cabina di regia. In ogni caso, il ricorso al tampone certifica la totale inutilità del super green pass.

Eppure la variante Omicron non è poi così pericolosa

Sul fronte dei contagi, la variante Omicron a quanto pare è già al 30% in alcune aree del Paese. Tuttavia, secondo diversi studi, come quello dell’Imperial College di Londra, non è più pericolosa delle altre, anzi. Analizzando i dati finora a disposizione infatti risulta che la variante – oggettivamente meno “cattiva” – potrebbe comportare un tasso di ospedalizzazione molto più basso rispetto alla Delta. Questo anche grazie all’alta percentuale di vaccinati. Tuttavia, il governo intende optare ancora una volta per la massima prudenza e imprimere una nuova stretta. Ci aspettiamo dunque anche le consuete raccomandazioni natalizie su come festeggiare in casa propria. Come se fossimo fermi al 2020.

Adolfo Spezzaferro

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