Agrigento, 13 dic – Dopo una notte di lavoro, sono stati individuati altri corpi sotto le macerie a Ravanusa: le vittime salgono a sette, due persone ancora disperse. A sentire i testimoni “c’era puzza di metano da giorni“. E’ possibile che chi gestisce il metanodotto cittadino non si sia accorto che c’era una perdita nelle condotte che ha creato quella “sacca di gas” di cui parlano i Vigili del fuoco. Una bolla di gas sotterranea esplosa con un innesco come un “frigorifero o una sigaretta”. Il consigliere comunale Giuseppe Sortino e il comandante provinciale dei carabinieri, il colonnello Vittorio Stringo confermano che “nella zona da giorni ci sarebbe stato un accumulo di gas metano nel sottosuolo che si sarebbe protratto fino a sabato“. Italgas dal canto suo afferma di non aver ricevuto segnalazioni.

Tragedia di Ravanusa: le vittime salgono a sette, due i dispersi

Mentre si scava ancora – all’appello mancano due dispersi – gli sfollati sono circa un centinaio. Le palazzine letteralmente rase al suolo dalla terribile esplosione sono quattro, tra via Trilussa e via Galilei. Decine di altri stabili sono stati danneggiati, nel raggio di 400 metri quadrati. “Una scena di guerra, sembra Beirut”, non fanno che ripetere i residenti: l’esplosione si è avvertita a chilometri di distanza. Intanto sono stati ritrovati i quattro corpi di chi era al terzo piano al momento dell’esplosione. Si tratta dei corpi di Selene Pascariello, infermiera al nono mese di gravidanza, e di suo marito Giuseppe Carmina. Erano andati a trovare i genitori di quest’ultimo, Angelo Carmina e Enza Zagarrio.

Si indaga per accertare se la rete del gas, che risale al 1984, era a norma

Da giorni si sentiva puzza di gas, confermano gli abitanti della zona. Su questa perdita dovrà indagare la procura di Agrigento, che ha aperto un’inchiesta per disastro e incendio colposo. Quello che dovrà essere accertato è se la rete del gas, che risale al 1984, era a norma e se nel tempo sono stati fatti tutti i dovuti controlli e gli interventi di manutenzione. Anche perché l’area della tragedia da anni è interessata da un movimento franoso, con voragini nelle strade e fenditure nelle abitazioni. Potrebbe essere questa la causa della rottura del condotto del gas.

Ludovica Colli

La tua mail per essere sempre aggiornato

2 Commenti

  1. Il raggio di misura in metri, non metri quadrati.
    Quindi si dice nel raggio di quattrocento metri e non metri quadrati

  2. Con questo livello di cultura, controllo e professionalità pensate che botti con l’ idrogeno e che incendi con le batterie! Rivoluzioniamo dalle scuole alle Università prima di pensare a certe soluzioni, altrimenti è ovvio che entrino capitali esteri, umano e non, sempre più. Non a caso siamo governati perlopiù da post-maoisti di serie B, razza italiota; in minoranza non sono i bianchi quanto piuttosto i capaci.
    Metano come per l’ acqua… roba da chiodi!

Commenta