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uber taxiMilano, 27 mag – Una vittoria netta dei tassisti, quella che si è consumata oggi nelle aule del palazzo di giustizia di Milano. Il Tribunale del capoluogo meneghino ha infatti accolto il ricorso presentato dalle associazioni di categoria dei tassisti, disponendo il blocco di Uber Pop per “concorrenza sleale“.

La richiesta di blocco era stata avanzata dai tassisti che chiedevano un ricorso cautelare urgente per oscurare i servizi offerti dalla multinazionale americana, potendosi gli stessi configurare come esercizio dell’attività di taxi senza la necessaria licenza. Uber Pop è “interferente con il servizio taxi organizzato dalle società, svolto dai titolari di licenze”, si legge nel dispositivo firmato dal giudice Claudio Marangoni, che va ancora più a fondo nella questione: “La richiesta di trasporto trasmessa dall’utente mediante l’app Uber Pop oltre a essere modalità tecnica già utilizzata dalle cooperative di tassisti, appare di fatto del tutto assimilabile al servizio di radio taxi“. Inoltre, il servizio non sarebbe in alcun modo paragonabile al car sharing, in quanto “l’autista non ha un interesse personale a raggiungere il luogo indicato dall’utente e, in assenza di alcuna richiesta, non darebbe luogo a tale spostamento”, anzi: “Ciò sembra ingenerare anche un dubbio sull’effettiva attitudine di Uber Pop a creare vantaggi alla collettività in termini di riduzione dell’inquinamento atmosferico e consumo energetico, posto che esso sembra al contrario stimolare l’uso di mezzi privati senza che rispetto a tale uso possano essere poste in essere misure di programmazione e regolazione generale della mobilità che sembrano unanimemente considerate come lo strumento principale di intervento nel settore del trasporto urbano e non”.

Da qui il blocco dell’applicazione, alla quale Uber -salvo ricorso, già preannunciato da Zac De Kievit, legale di Uber Europa- avrà quindici giorni di tempo per adeguarsi.

“È una grande vittoria e non l’abbiamo fatto solo per noi e il nostro lavoro, ma anche per la sicurezza degli utenti. Esistono delle regole, delle norme da seguire non può arrivare una società anche se è un’importante multinazionale a stravolgerle, in nome di cosa poi? della tecnologia e dell’innovazione? ma noi abbiamo tecnologia e innovazione da vendere”, spiega Pietro Gagliardi, sindacalista dei tassisti presso l’Unione artigiani di Milano.

Non si sottrae ai commenti positivi anche Matteo Salvini, da sempre impegnato nella difesa della categoria: “È una bellissima notizia. Noi della Lega abbiamo sempre sostenuto uno dei lavori più difficili, più duri e pericolosi del mondo che è quello dei tassisti. A parità di diritti e di doveri la concorrenza deve essere leale e non sleale. C’è gente che ha pagato delle licenze. Facciamo fare il lavoro del tassista a chi lo sa fare”, ha commentato il leader della Lega.

Filippo Burla

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1 commento

  1. A me pare un provvedimento delirante.

    La Commissione Europea ha già nei progetti di creare un regolamento comunitario riguardo UberPop, che dovrebbe arrivare tra non molto. A questa sentenza seguirà poi un ricorso, e fino alla fine della vicenda tutto dovrebbe continuare regolarmente.
    Cosa hanno fatto i tassisti in questi anni per migliorare il loro “servizio pubblico”, se non protestare, fare agguati, e lamentarsi perchè pretendono di non avere concorrenza ed inimicarsi l’utenza?

    Nel frattempo UBER continua ad offrire un’app innovativa, un servizio economico, e

    20€ DI CREDITO OMAGGIO

    per provare come funziona ( inserendo nell’app il codice AZ84P12 o registrandosi qui:http://bit.ly/Uber20s ) e tariffe t-r-a-s-p-a-r-e-n-t-i, fornendo il preventivo prima di ogni corsa.

    Strano che la gente voglia avere la possibilità di scegliere eh?:)

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