Roma, 3 gen – L’ipotesi di mandare in Dad soltanto gli studenti non vaccinati in caso di positivi in classe è bocciata all’unanimità come “discriminatoria“. Non solo Lega e M5S nella maggioranza sono contro tale possibilità, ma anche i genitori e i sindacati della scuola, che preferiscono l’obbligo di vaccino per gli studenti.

Dad per i non vaccinati, Lega e M5S dicono no

Lega e M5S nella maggioranza e FdI all’opposizione si schierano contro l’ipotesi di nuove norme, per la ripresa della scuola in sicurezza, che prevedano la Dad per gli alunni non vaccinati in caso di due positivi in classe, come chiedono le Regioni. Un netto “no” al ritorno sui banchi “con modelli ingestibili” arriva anche dalla Cisl, che domani insieme a tutte le organizzazioni sindacali incontrerà il ministro dell’Istruzione Patrizio Bianchi. Alcune novità per la riapertura delle scuole dopo le vacanze natalizie sono già state decise. Al rientro gli insegnanti dovranno indossare la mascherina Ffp2 nelle scuole dell’infanzia e, nelle primarie e secondarie, laddove ci siano alunni esentati dal portarla. Ma a quanto pare il governo vorrebbe cambiare il sistema di quarantena e Dad per gli studenti.

Il governo punta a far vaccinare gli studenti under 12

L’esecutivo Draghi punta a spingere i genitori a vaccinare i propri figli under 12. Anche per le scuole elementari e la prima media, come già succede per le superiori, l’ipotesi è di prevedere nel caso di due studenti risultati positivi in una classe, solo l’auto sorveglianza (5 giorni) per i ragazzi vaccinati, che resteranno in presenza. Per i non vaccinati invece scatterebbe la quarantena di 10 giorni con Dad e test al termine dell’isolamento. Nelle scuole dell’infanzia resterebbe la quarantena di dieci giorni per tutti con tampone con un solo caso positivo.

Floridia, sottosegretario M5S all’Istruzione: “Non si può pensare di discriminare i bambini”

“Non si può pensare di discriminare i bambini, prevedendo per alcuni la Dad e per altri la frequenza in presenza. Si continui ad investire risorse per la sicurezza, anzi si aumentino le risorse per la scuola, e si migliori il protocollo affinché sia più efficace. Ma le scuole devono restare aperte”, dice il sottosegretario all’Istruzione Barbara Floridia (M5S). “Lasciare a casa 3 milioni e mezzo di bambini a gennaio, non è la soluzione”, sottolinea la Lega, che piuttosto chiede di intervenire sull’aerazione e sull’uso delle mascherine perché “discriminare bambini e famiglie non ha nessun senso”.

Sasso, sottosegretario Lega all’Istruzione: “Risposta non può essere sacrificare diritto all’istruzione”

Il sottosegretario all’Istruzione Rossano Sasso (Lega), ricorda che “preservare la didattica in presenza per i nostri studenti è sempre stata una priorità dell’attuale governo. Un principio sacrosanto a cui dobbiamo tener fede anche per la seconda parte dell’anno scolastico. Non possiamo permetterci di relegare in Dad milioni di studenti. La risposta non può essere sacrificare il diritto all’istruzione di milioni di studenti”. E annuncia: “Siamo pronti a far sentire forte la nostra voce”.

FdI: “Follia discriminatoria e inaccettabile”

“L’ipotesi Dad per gli studenti non vaccinati è una follia che Fratelli d’Italia ritiene discriminatoria e inaccettabile. Anche sulla scuola il ‘governo dei migliori’ è nel caos più totale e continua a navigare a vista, abbandonando le famiglie nell’incertezza più assoluta. Se Draghi, Bianchi e Speranza vogliono davvero salvare la scuola, facciano quello che Fratelli d’Italia chiede dall’inizio della pandemia e che finora non è stato fatto: aerazione meccanica controllata come suggerito anche dall’Oms, potenziamento del trasporto pubblico, più spazi e sanificazione costante delle classi, implementazione degli organici”. Lo dichiarano le parlamentari di FdI, Paola Frassinetti, responsabile nazionale dipartimento istruzione, ed Ella Bucalo, responsabile scuola.

Il no dei sindacati (che però chiedono l’obbligo vaccinale per gli studenti)

E se i presidi lamentano il ricorso alla Dad spesso per colpa dei ritardi delle Asl nel tracciamento dei positivi, l’ipotesi di modifica del protocollo sulle quarantene a scuola viene bocciata anche dai sindacati. “Le mezze misure sulla scuola non tengono, lo abbiamo già visto – avverte Maddalena Gissi, della Cisl scuola -. La situazione pandemica nel Paese ora è tale per cui o si arriva a un lockdown o all’obbligo vaccinale“. La Gissi boccia la discriminazione dei non vaccinati: “C’è un problema di privacy e didattico. Chi è in classe ha bisogno di tutta l’attenzione dell’insegnante, chi invece segue dal pc ha tempi e necessità diversi”.

Per Rino Di Meglio della Gilda il ritocco al protocollo non è che “una foglia di fico. Ritardiamo piuttosto l’apertura delle scuole per fare le vaccinazioni che devono diventare obbligatorie come lo è già per gli insegnanti”. Pure la Flc-Cgil chiede l’obbligo per tutti (sulla pelle dei ragazzini) da luglio scorso. Il segretario Francesco Sinopoli fa presente che “un piano B in caso di aumento dei contagi non era stato previsto. Ora stiamo rincorrendo una situazione in cui ogni Regione rischia di fare da sé. Servono regole nazionali e chiare, non basta dire: tutti in presenza”.

Adolfo Spezzaferro

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