Roma, 5 nov – Vaccino per i bambini da 5 a 11 anni per Natale, il commissario Figliuolo e il coordinatore del Cts Locatelli spingono ma gli esperti sono divisi: “Non ci sono abbastanza prove che i benefici superino i rischi“. Il “futuro allargamento dell’offerta vaccinale alla platea 5-11 anni” è “probabile”. Lo scrive il commissario all’emergenza Covid in una circolare in cui incoraggia a “calendarizzare la somministrazione delle terze dosi”. Questo “rispettando senza indugio le tempistiche indicate dalle Autorità sanitarie, ovvero a partire dal 181° giorno dal completamento del ciclo vaccinale primario”, ricorda Figliuolo. E sulla somministrazione di Pfizer ai bambini si è detto d’accordo anche il presidente del Consiglio superiore di sanità. “E‘ assolutamente un vaccino sicuro, non a caso ha ricevuto l’immediata approvazione sia dalla Food and Drug Administration sia dal Centers for Disease Control”. Per quanto riguarda l’ok in Europa, Locatelli ritiene che “l’Ema possa arrivare ad una valutazione e ad una approvazione entro fine mese-prima metà di dicembre. A quel punto lì potremo partire”.



Figliuolo e Locatelli spingono per il vaccino ai bambini 5-11 anni

Locatelli è convinto della necessità di vaccinare i bimbi, anche se come è noto non sviluppano forme gravi di Covid. Ma l’esperto sostiene che il vaccino permetterebbe ai bambini “di avere tutti gli spazi di socialità che meritano”. Inoltre la loro vaccinazione contribuirebbe a “ridurre la circolazione virale. Credo che siano buonissime ragioni per vaccinare i bambini”, conclude il coordinatore del Cts. Dal canto suo, Figliuolo pare abbia più a cuore spingere per le vaccinazioni meno urgenti: terze dosi e bambini. Questo quando le prime dosi sono in continuo calo. Mentre i media schierati con il governo pompano la notizia di Mattarella che ha fatto la terza dose, in proporzione le prime dosi rispetto alle ultime settimane hanno subito un crollo di oltre il 45% (qui i dati ufficiali). Certo, è assolutamente esagerato parlare di “quarta ondata” o di “pandemia dei non vaccinati”, perché i nuovi contagi sono senza ricoveri. Ma il commissario dovrebbe concentrarsi sulle prime dosi nelle fasce d’età più a rischio, invece di pensare ai bambini.

Crisanti è contrario: “Trial soltanto su 2mila bambini. Mi viene da ridere”

E se il ministro della Salute Roberto Speranza avalla l’idea di vaccinare i bambini – “Come sempre, sei i nostri scienziati diranno che la vaccinazione è efficace e sicura, seguiremo l’evidenza scientifica” – non tutti gli esperti la pensano allo stesso modo. “E’ stato fatto un trial soltanto su 2mila bambini. Mi viene da ridere“, dice Andrea Crisanti, direttore del dipartimento di Microbiologia dell’Università di Padova. Parere condiviso anche dal direttore sanitario dello Spallanzani Francesco Vaia, contrario a vaccinare i bambini. Dubbi espressi anche negli Usa. Michael Kurilla, direttore della divisione innovazione-clinica del National Institutes of Health degli Usa (Nhs), infatti si è astenuto quando l’Fda ha dato l’ok all’uso del vaccino nella fascia 5-11 anni. “Per i bambini sani l’equilibrio tra rischi e benefici non è ancora chiaro, e i dati in nostro possesso indicano come il 40% dei bambini under 12 potrebbe già essere stato infettato da Sars-CoV-2″. Questo perché, ovviamente, i bambini spesso sono asintomatici.

Un dato che dà esattamente il polso di quanto sia inutile (oltre che inutilmente pericoloso) vaccinare i bambini. Si ha insomma come il sospetto che per arrivare al 90% di vaccinati il governo voglia mettere in mezzo dei poveri innocenti.

Adolfo Spezzaferro

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