Roma, 19 gen – I fedelissimi di Matteo Messina Denaro, il super boss di Cosa Nostra appena arrestato, su cui si moltiplicano nuove piccole informazioni in questi giorni. In particolare, escono dettagli maggiori sul secondo bunker appena scovato, a poca distanza dall’abitazione dove il padrino ha vissuto negli ultimi mesi – si presume – prima della cattura.

I “fedelissimi” di Messina Denaro: dal secondo bunker all’autista

Chi gli ha garantito il secondo covo o bunker (la “stanza dei segreti” di cui si parla adesso) e chi lo portava in ospedale, fungendo da autista per il boss. I due ulfimi fedelissimi di Messina Denaro sono loro, uno di essi pure incensurato fino ad oggi. Il primo è Errico Risalvato, che gli ha fornito l’abitazione da cui è stata ricava la “stanza”, posta nel retro di un armadio a muro, in passato indagato e assolto per associazione mafiosa, come riporta l’Ansa. Suo fratello Giovanni per mafia era stato invece condannato a 14 anni, prima di scontare la pena e ottenere la libertà. Il secondo seguace era incensurato: si tratta di Giovanni Luppino, un agricoltore che ha accompagnato Messina Denaro proprio alla clinica Maddalena dove entrambi, poi, sono stati arrestati.

La fedeltà assoluta al boss

Che Errico Risalvato fosse un fedele suddito del boss non lo dimostra solo la messa a disposizione della proprietà per ricavare il bunker, ma anche parole intercettate dagli inquirenti. In una di esse, si ascolta Risalvato esclamare con ardore: “Gliel’ho detto un mare di volte! Me ne vado con lui! Me ne sto fregando! Tanto a mio figlio non manca niente! Mia moglie lo stipendio ce l’ha…e io sono dell’avviso, Maurì, meglio un giorno da leone che cent’anni da pecora!”. Alcuni aiuti erano stati ritenuti addirittura “troppo” per il padrino, le cui parole emergono da altre intercettazioni: “Io ti ringrazio …e so che lo fai con tutto il cuore, però mi puoi aiutare di più da lì che… aiuto non me ne puoi dare, da lì mi puoi aiutare'”.

Alberto Celletti

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