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Viterbo, 19 ago — Exeunt omnes: nel corso di questa notte gran parte l’esercito di zombie del rave di Valentano lascia la tenuta di Piero Camilli, occupata per 5 giorni e 5 notti da circa ottomila persone provenienti da tutta Europa. Ieri sera il prefetto di Viterbo, Giovanni Bruno, aveva avvertito: «C’è un accordo per la smobilitazione durante la notte. Ma se in mattinata non se ne saranno già andati da soli, l’area verrà sgomberata dalle forze dell’ordine». Lo riferisce Ansa.



Il campo del rave si svuota

Nelle ore notturne un serpentone di mezzi ha lasciato il campo. Gli agenti sono entrati nell’area del rave e monitorano la situazione per stabilire quante persone si trovano ancora presenti all’interno. Le operazioni di identificazione dei partecipanti ai varchi esterni si sono susseguite tutta la notte. Al momento permangono un centinaio di mezzi e circa 250 «irriducibili», che le forze dell’ordine stanno provvedendo a identificare e convincere ad allontanarsi. La questura di Viterbo fa sapere che non si sono registrate criticità per quanto riguarda l’ordine e la sicurezza pubblica. «La pressante attività di mediazione in corso fin dall’inizio dell’evento, unita ad un monitoraggio incessante delle zone di accesso al sito ha consentito un allontanamento controllato dei partecipanti all’iniziativa».

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Una vergogna per lo Stato

Dopo un morto, due denunce per stupro, decine di ricoverati per coma etilico e altri malori da assunzione di sostanze, un parto (sic) e racconti di cani lasciati morire di caldo e sete sotto il sole, si chiude una vicenda che definire umiliante per lo Stato italiano risulta essere un eufemismo. In un momento di restrizioni draconiane, misure anti Covid prive di senso logico e odiosi controlli a tappeto — con le forze dell’ordine che si trovano a multare per un tavolino mal distanziato — il Viminale lascia tranquillamente che diecimila persone occupino un fondo privato danneggiandone le strutture, in un’area di interesse naturalistico, spacciando e consumando ingenti quantità di droga e decidendo di non intervenire nemmeno quando ci scappa il morto. Ma del resto i raver bisogna lasciarli fare: vogliono solo rincoglionirsi di droghe, e sono troppi. Meglio prendere a bastonate venti ragazzi che protestano a mani alzate contro il ddl Zan, ad esempio. Meglio rincorrere i cittadini con i droni, o impedire loro di vivere perché scelgono di non vaccinarsi.

Intanto la Procura di Viterbo ha aperto un fascicolo di indagine in relazione alla morte del ragazzo di 25 anni, annegato nel lago di Mezzano dopo un malore probabilmente dovuto a stupefacenti e alcol. Nel fascicolo si procede per morte come conseguenza di altro reato. I magistrati sono in attesa dei risultati dell’autopsia per accertare le cause del decesso.

Cristina Gauri

 

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1 commento

  1. Facile pestare cittadini per bene disarmati e che hanno tutto da perdere. Meno facile manganellare 8000 sballati. Chi ha ordinato la prima azione è colpevole come chi si è voltato per non vedere cio che succedeva a Valentano, con un morto gente in coma e rifiuti danni ambientali ed alla proprietà che pagheremo tutti. Non esenti da colpe chi è sul campo esegue gli ordini senza usare il cervello ed il buon senso, di cui le FfOo dovrebbero essere fornite…ma tant’è ormai i cervelli sono all’ammasso. Fanculo.

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