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Roma, 7 lug – Il ddl Zan-Scalfarotto, quello per inasprire le pene contro l’«omotransfobia», è ancora in discussione al parlamento, ma i suoi effetti già iniziano a sentirsi. A Varese è stato sospeso un primario per un presunto caso di «omofobia». Il chirurgo pretesamente «omofobo» era operativo presso l’azienda sanitaria Sette Laghi, all’ospedale di Cittiglio, piccola cittadina della provincia varesotta. Stando a quanto riportato dal Tgr Lombardia, l’episodio risalirebbe al 25 marzo, cioè in piena emergenza coronavirus. Il primario, durante un’operazione a un paziente omosessuale, avrebbe detto: «Non è giusto che in questo periodo di emergenza io debba perdere tempo per operare questi fr**i di me**a o si impegnino le sale per fare le Ivg [interruzioni volontarie di gravidanza]».

Un medico omofobo?

L’accaduto è stato riportato in un esposto presentato da alcuni colleghi del chirurgo. Secondo la denuncia, il fatto sarebbe avvenuto durante un intervento chirurgico al colon retto. Sempre stando ai testimoni, una volta conclusa con successo l’anestesia, e senza che fossero sorti particolari problemi, il primario si sarebbe sfogato apostrofando come «fro**o» il paziente. Infastidito da quelle parole, un altro medico presente in sala operatoria avrebbe protestato così: «Io sono fro**o, lei ha qualche problema con i fr**i’?». A quel punto il primario avrebbe allontanato il collega dalla sala. I testimoni hanno inoltre riferito che l’intervento si sarebbe concluso «con nervosismo e frettolosità», e che il chirurgo avrebbe proseguito con gli insulti al paziente.

Scende in campo l’Arcigay

In seguito alla deposizione dell’esposto, l’Ordine dei medici di Varese ha avviato un procedimento disciplinare nei confronti del primario. Attualmente né l’accusato né l’azienda ospedaliera hanno commentato l’accaduto. Chi invece ha fatto sentire la propria voce è stato Giovanni Boschini, presidente dell’Arcigay Varese, che ha proposto una sorta di «programma di rieducazione» per il medico: «Al paziente coinvolto va tutta la nostra solidarietà. Oltre alle sanzioni sarebbe utile anche avviare un percorso formativo e per questo ci rendiamo disponibili a collaborare con l’azienda ospedaliera per percorsi di educazione alle diversità, affinché a nessun altro paziente possa capitare nuovamente una disavventura simile».

Elena Sempione

7 Commenti

  1. si prende troppo sotto gamba,
    la pretesa di censurare in ogni modo tutti quelli che non amano troppo il “politically correct”

    fino a quando si resta nel campo delle opinioni,anche la risposta deve essere nel campo delle opinioni:
    insulti?
    ti becchi gli insulti.
    disprezzi?
    ti becchi il disprezzo.

    ma nel momento in cui si comincia a uscire dal campo semantico e si va nel concreto
    per esempio denunciando,incarcerando,danneggiando carriere o multando come capiterà a questo primario,
    sapete che cosa succederà?

    che pian piano TUTTI,agiranno di prima intenzione,(anche quelli che al momento non hanno opinioni scorrette)
    rifiutandosi a priori di avere a che fare con il tipo di persone che può dare loro problemi.
    per esempio (nel caso di questo primario)
    rifiutandosi di operare…
    magari adducendo un momentaneo malessere,
    oppure se ha orgoglio potrebbe anche decidere di mollare gli ormeggi..
    e portare le sue competenze dove non si formalizzano su quello che pensa,ma su quello che fa:
    per esempio in russia,

    oppure evitando OGNI interazione con il mondo lgbt\metoo\black\nazifemminista,visti i tempi critici…
    e questa è
    una cosa che ho già notato più volte,e che diventerà pratica comune nel mondo del lavoro,dove
    per evitarsi possibili rogne in ambienti misti che poi ricadrebbero sulla loro azienda,
    i datori di lavoro eviteranno a priori di assumere
    donne\trans\neri\o gay:

    è questo che vogliamo?
    perchè è esattamente quello che succederà,andando avanti in questo modo.

  2. “Secondo la denuncia, il fatto sarebbe avvenuto durante un intervento chirurgico al colon retto” .La censura del politically correct delle elites occulte della finanza pro gay,pro immigrazione, pro neri e anti bianchi forse forse non ci dice che l’intervento era probabilmente dovuto alle abitudini sessuali sodomitiche dell’ operato.

  3. In questi casi la nuova legge sull’omofobia prevederebbe un semplice rimprovero per il chirurgo.
    Forse.
    E c’è chi esagera sempre !

  4. Incredibile ma non inatteso l’odio che traspare dai commenti di questo blog, insultare un paziente anestetizzato che pertanto non ha nessuna possibilità di difendersi è da vigliacchi e indifendibile. Per fortuna che si tratta di un sito di interesse cristiano/cattolico. Dove sono finite la carità e la comprensione proclamate da Gesu cristo in croce? Se dovesse tornare tra noi non se la prenderebbe di certo contro i gay ma sicuramente contro chi, come voi, sparge odio e violenza. In fede

    • Carità e comprensione sempre, ma Sodoma e Gomorra materiale e culturale… mai !! In Fede Crociata.

  5. Signorina Elena Sempione, lei ritiene lecito che io mi appelli a lei come “puttana di merda” oppure ritiene che questo linguaggio sia assolutamente incivile, indecoroso, inappropriato, in qualsiasi contesto, e soprattutto inappropriato in ambito lavorativo?

  6. Ecco la tua fede crociata: Giovanni 1,49
    Gli replicò Natanaèle: «Rabbì, tu sei il Figlio di Dio, tu sei il re d’Israele!».

    Gesù è l’adattamento italiano del nome ebraico יְהוֹשֻׁעַ “Yehoshu’a”, ossia Giosuè, che ha il significato di “Yehowah è salvezza”, “Yehowah salva”, che è il nome del Dio di Israele.
    Cristo, dal greco Χριστός, “Christós” è la traduzione greca del termine ebraico מָשִׁיחַ mašíakh, cioè “unto”, dal quale proviene l’italiano Messia. Chi è il messia? Anzi il Mašíakh ? È colui che doveva restituire l’autonomia politica agli Ebrei e restaurare il Regno di Israele liberandola dal dominio dell’Impero Romano.

    Mt 5,17-18: «Non pensate che io sia ve­nuto ad abolire la Legge o i Profeti; non son venuto per aboli­re, ma per dare compimento. In verità vi dico: finché non siano passati il cielo e la terra, non passerà neppure un iota o un segno dalla legge, senza che tutto sia compiuto».

    La legge è la Torah ebraica

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