Bruxelles, 26 nov – C’è il primo caso di variante sudafricana in Europa: una giovane donna belga che ha sviluppato i sintomi 11 giorni dopo aver viaggiato in Egitto attraverso la Turchia. Quello che colpisce è che la donna non aveva alcun legame con il Sudafrica, né con nessun altro Paese del Sud del continente africano. Nel giro di poche ore, la variante del coronavirus denominata B.1.1.529 è stata identificata non solo in Sudafrica e nei Paesi confinanti, ma anche in Israele – tre possibili casi, tutti vaccinati – e ora in Belgio. Inutile dire che l’Italia è a rischio, visti i continui sbarchi di clandestini dalle coste nordafricane.

Primo caso di variante sudafricana in Europa: è una belga rientrata dall’Egitto via Turchia

Il caso registrato in Belgio è il primo in Europa. La paziente aveva una carica virale elevata al momento della diagnosi. Non era vaccinata, né era stata infettata in passato. La Commissione Ue sta valutando di vietare i voli dal Sud dell’Africa. L’Italia dal canto suo, con un’ordinanza del ministro della Salute Speranza, ha già chiuso i cieli ai voli provenienti da sette Paesi sudafricani. Anche Regno Unito, Francia, Austria, Israele e Singapore hanno varato misure simili. La Spagna interromperà i voli da martedì. Il Giappone e l’India hanno alzato il livello di controllo per i viaggiatori in arrivo dall’Africa del Sud. La Germania ha deciso che le compagnie aeree che hanno voli dal Sudafrica “potranno trasportare solo tedeschi in Germania e 14 giorni di quarantena si applicheranno a tutti, compresi i vaccinati”.

Al momento non risultano sintomi diversi rispetto alle altre varianti

Mentre cresce la psicosi per l’ennesima variante (la Delta alla fine non ha creato alcun problema), il ministro della Salute britannico spiega che “potrebbe essere più trasmissibile, potrebbe avere un diverso impatto su chi viene infettato, e i vaccini potrebbero essere meno efficaci“. Ma ancora non ci sono abbastanza dati per capire quanto la variante sia pericolosa. Il ministro fa presente che è “altamente probabile” che la variante si sia già diffusa in Paesi diversi rispetto a quelli dai quali sono stati bloccati i voli. Il caso della belga positiva in effetti lo confermerebbe. Al momento, tuttavia, secondo le indicazioni degli esperti sudafricani, non sono stati segnalati sintomi diversi rispetto alle varianti di coronavirus già note. Dal canto suo, l’Organizzazione mondiale della sanità si riunirà oggi e gli esperti potrebbero dare un nome greco alla variante: Nu.

Adolfo Spezzaferro

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