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costretta a portare il velo islamicoVicenza, 11 feb – Un uomo di 40 anni, un marocchino, è finito sul banco degli imputati del Tribunale di Vicenza con l’accusa di maltrattamenti in famiglia e violenza sessuale ai danni della moglie. Lei, vicentina quarantunenne, ha avuto dall’uomo un figlio, una bambina, ma è stata costretta a vivere in un vortice di violenza e stupri. Dapprima l’uomo le avrebbe imposto il velo islamico e poi avrebbe stuprato ripetutamente la moglie dopo i suoi rifiuti.



La donna sarebbe anche stata obbligata a non vedere altri uomini, a non sedersi a tavola e a far passare al vaglio del marito il suo telefono cellulare. La relazione problematica ha fatto sì che la donna perdesse il lavoro. Una storia agghiacciante che, evidentemente, non sembra essere proprio in linea con la narrazione proposta quotidianamente dagli immigrazionisti sulla presunta integrazione degli stranieri in Italia.

E’ una storia che stride con i continui inviti a “non alzare muri” e ad “accogliere i nostri fratelli migranti”. Saremmo davvero curiosi di sapere cosa pensano di questa vicenda le femministe che si sono stracciate le vesti alle manifestazioni anti-Trump e, ovviamente, la loro capostipite italiana: Laura Boldrini.

Aurelio Pagani

 

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1 commento

  1. Uno dei grandi punti interrogativi per l’uomo è sicuramente la donna; nel momento in cui la vuoi incappucciata, bardata e -a vario livello a seconda del paese del cazzo di riferimento,le impedisci persino di guidare la macchina,non solo sei fondamentalmente un mentecatto non in grado di apprezzare la complessità meravigliosa “dell’altra metà del cielo”,ma soprattutto un complessato che vive con la paura perenne di tradimenti e quant’altro;

    il divieto di guiida alle donne in alcune aree musulmane non serve per prevenire incidenti, come si potrebbe magari malpensare,ma molto più prosaicamente per rendere loro più difficile recarsi di nascosto da amanti per fare sesso;

    Da ricordare a questi signori qui…che le nostre radici sono Greco-Romane e che nella nostra Storia c’è anche il DNA della donna di Sparta,cittadino Spartano a tutti gli effetti che come tale aveva diritto alla istruzione,alla proprietà di beni,e di tante altre grandi ed importanti cose; la pratica dello sport e la prima partecipazione alle Olimpiadi di una donna in assoluto,vede proprio una Spartana nel cimento.

    A proposito…da allora quando la Spartana inventava la prima “minigonna” della Storia (una tunica sopra al ginocchio atta ad evidenziare la forma atletico-sportiva) rispetto a questi signori con donna “burkata” al seguito sembrano passati effettivamente migliaia di anni…

    ma al contrario.

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