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Vicenza, 9 dic – La convivenza tra i vicentini e 3800 militari americani di stanza nelle basi venete di Ederle e Del Din si fa sempre più difficile. Negli anni, la mancanza di disciplina e di rispetto dei soldati Usa ha punteggiato la cronaca di fatti violenti ai danni della popolazione locale, soprattutto nelle vie della movida di Vicenza, dove è facile dimenticare le più elementari regole di convivenza dopo aver alzato un po’ troppo il gomito. Ricordiamo ad esempio, l’investimento di due ragazzi da parte di un militare di stanza alla Del Din nel 2017, ma la lista è lunga. Troppo, per il primo cittadino Francesco Rucco e per il colonnello Kenneth Burgess, che hanno deciso di intervenire con un provvedimento restrittivo.

Un “daspo” sulla movida

Così, per i soldati della 173esima brigata aviotrasportata è scattato il giro di vite: una sorta di “daspo” che, al fine di prevenire problemi di ordine pubblico, verrà applicato a circa 2000 militari della Ederle e proibirà l’accesso a tutta la via Contra’ Pescherie Vecchie, con i locali che vi si affacciano. Solo settimana scorsa uno dei bar interessati era stato teatro di una violenta rissa in cui un gruppo di soldati Usa aveva massacrato una coppia di giovani lasciandoli a terra esanimi. Proprio quest’ultimo episodio aveva convinto il sindaco Rucco a incontrare il comandante della guarnigione americana Daniel J. Vogel, chiedendo misure esemplari.

Il provvedimento

Detto, fatto: il provvedimento di divieto – seppur temporaneo, durerà infatti fino a metà gennaio – è stato varato e coinvolgerà più della metà dei militari di stanza a Vicenza (2.000 su 3.800). Sarà quindi proibito frequentare la via indicata, soprattutto il bar “Ai due calici”, dove è avvenuto l’ultimo pestaggio. I soldati più anziani della brigata, in borghese, e la Military Police della base avranno il compito di vigilare sulla buona condotta dei proprio commilitoni. Per chi dovesse essere sorpreso a violare l’ordinanza sono previste severe sanzioni disciplinari, come il confinamento all’interno della Ederle e decurtazioni della paga.

Cristina Gauri