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Roma, 20 mar – Nuova stretta del Veneto sulle misure di contenimento dell’epidemia di coronavirus. Il governatore Zaia ha firmato un’ordinanza ulteriormente restrittiva che dispone la chiusura dei parchi e dei negozi alimentari nei giorni festivi. “A me spiace firmare queste restrizioni, ma i dati ci fanno preoccupare”, ha dichiarato annunciando il provvedimento.

Tutto chiuso

Serrata per i parchi e le altre aree verdi, uscita per passeggiare o portare fuori il cane limitata a duecento metri da casa. “La nuova restrizione parte da oggi con la pubblicazione sul bollettino ufficiale della Regione ed è valida fino al 3 aprile, salvo proroga”, ha spiegato Zaia.  “La domenica tutto chiuso, restano aperte solo edicole, farmacie, parafarmacie. L’attività motoria è consentita entro i 200 metri dalla propria abitazione, parchi e aree verdi chiusi”, ha sintetizzato. Il governatore auspica comunque “che il governi vari una norma valida su tutto il territorio nazionale”.

Le critiche

Sulla riduzione dell’orario dei negozi Zaia ha incontrato la levata di scudi di coloro che ritengono che la misura relativa ai supermercati, lungi dal risultare effettiva, creerebbe ulteriori problemi di assembramenti, e quindi di trasmissione dell’infezione. Inoltre creerebbe panico da emergenza alimentare. La soluzione ottimale sarebbe invece quella di “spalmare” la clientela dei supermercati su di un arco di tempo più lungo, consentendo un accesso “diluito” agli esercizi.

Lo pensa ad esempio l’assessore al Welfare della Lombardia Giulio Gallera, secondo cui ridurre gli orari del supermercati sarebbe “un grave errore”. Lo ha dichiarato in collegamento all’Aria che Tira su La7. “Io li lascerei aperti sempre” per evitare i temuti assembramenti veicoli di contagio e le resse nei negozi di alimentari. “Non c’è un’ emergenza alimentare, non creiamo il panico nella gente che pensa di non trovare da mangiare, si affollerà e già oggi ci sono code molto lunghe perché si rispettano le regole del distanziamento. Non ha senso chiudere alle 18″, ha concluso Gallera.

La situazione in Regione

Sull’emergenza a livello regionale, Zaia ha spiegato che “sono 1.070 le persone ricoverate in Veneto e 131 morti“, dice. “Noi abbiamo pazienti negli infettivi, semintensiva, intensiva che curano come un grande ospedale hub. Sono 1.070 letti sottratti alla degenza ordinaria e dedicati ad una patologia che mai avremmo pensato di avere. Questo è il risultato della pandemia”. Pone poi l’attenzione su Verona: “Facciamo attenzione a Verona. che è il nuovo cluster in Veneto con un’esplosione di casi”, forse per la sua vicinanza con “Brescia, attenzione. Noi abbiamo già dato disposizione di svuotare l’ospedale di Villafranca di Verona per farne un Covid-center”.

Infine lancia l’allarme approvigionamenti, parlando di emergenza totale “rispetto agli approvvigionamenti, dalle visiere, alle mascherine, ai ventilatori e anche ai farmaci”, ha evidenziato. “Mi metto nei panni del collega Fontana della Lombardia che viene a sapere che un’azienda di Brescia consegna all’America 500 mila tamponi quando a noi ne danno con i contagocce. A voi sembra normale?”.

Cristina Gauri

3 Commenti

  1. Zaia e Fontana non sono “governatori” ma presidenti di regione e non possono sostituirsi o sostituire il decreto del 11/3 del presidente del consiglio, che NON VIETA di uscire di casa a piedi o di spostarsi per giustificati motivi. Questi due pensano di essere a Kansas city e di fare gli americani… ARROGANTI.

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