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Siena, 28 lug – Domani si decideranno le sorti del Monte dei Paschi di Siena. Venerdì 29 luglio alle ore 22 (orario e data scelti per smorzare eventuali turbolenze sui mercati) l’EBA (European Banking Authority) comunicherà alle banche coinvolte l’esito degli stress test. In sintesi, gli stress test BCE rappresentano una sorta di “pagella” sullo stato di salute delle banche del Vecchio Continente, che viene valutato calcolando la solidità patrimoniale degli istituti in questione alla luce di due possibili scenari: uno di base (baseline) e l’altro avverso (adverse), dettato da tensioni sui mercati interni o esterni all’Ue.



Passiamo ora dall’universale al particolare. Concentriamoci sul caso della Mps che, sia per dimensione che per numero di crediti deteriorati, rischia di creare forte instabilità nel nostro sistema bancario. L’Istituto senese teme la bocciatura e per questo presenta un progetto di ristrutturazione di lungo respiro che renderà più stabile la banca toscana. Vediamo meglio di cosa si tratta. Il Cda di Mps ha presentato un piano (il cosiddetto capital plan) che prevede un aumento di capitale da cinque miliardi e taglio delle sofferenze nette per dieci attraverso una maxi-cartolarizzazione col sostegno del Fondo Atlante. Proprio per l’aumento di capitale, sono al lavoro diverse banche d’affari internazionali guidate da Mediobanca e JpMorgan, ma gli altri nomi che trapelano sono quelli di Morgan Stanley, Goldman Sachs e Bofa Merrill Lynch e via via fino ad allungarsi a venti gruppi. Sarà il Fondo Atlante a farsi carico di acquisire le sofferenze in portafoglio a Siena e proprio lunedì scorso lo stesso Fondo ha raccolto il via libera da parte delle casse dell’Adepp per 500 milioni. Altrettanti ne arriveranno dalla Sga (Banco Napoli). Questa soluzione viene vista con favore dal governo. Almeno questo si può evincere dalle parole del commissario alla spending review e consigliere economico di Palazzo Chigi, Yoram Gutgeld. Gutgeld parla di “una soluzione di mercato che crediamo raggiungibile è che ci sia una soluzione di mercato che preveda una prima fase di alleggerimento delle sofferenze e una seconda fase di ricapitalizzazione”. In pratica, per la salvare l’antico istituto di credito senese pagheranno le banche, senza nessun intervento pubblico.

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Dunque, finalmente il governo cambia verso. Non tutti, però, la pensano così. Quando, cominciavano a trapelare i primi numeri del capital plan di Mps qualcuno faceva sentire con forza la propria voce. Il Codacons, infatti, prepara denuncia contro il governo per appropriazione indebita. L’associazione lancia ricorso collettivo al Tar da parte dei professionisti coinvolti. Secondo Carlo Rienzi presidente del Codacons: “Ancora una volta si ricorre ai soldi dei cittadini per salvare le banche, una decisione folle contro la quale ci opporremo in ogni sede. In sostanza il Governo prende i soldi dalle casse pensionistiche private, andando a pescare presso i professionisti che hanno versato negli anni contributi per garantirsi una serena vecchiaia. Un atto a nostro avviso illegittimo, che abbiamo deciso di denunciare alla Procura della Repubblica di Roma alla luce della possibile fattispecie di appropriazione indebita: al contempo abbiamo diffidato il premier Renzi e il Ministro dell’Economia Padoan a non toccare nemmeno un centesimo dei soldi dei lavoratori”.

Per capire la denuncia di Rienzi, bisogna fare un passo indietro. Lunedì 25 luglio l’Associazione degli Enti previdenziali privati (Adepp) ha deliberato e formalizzato il sostegno all’iniziativa Atlante per il salvataggio bancario, dopo la richiesta del governo di immettere 500 milioni di euro. Lo riferisce l’Ansa citando il documento approvato dall’assemblea dell’Adepp, che sottolinea “l’importanza di investire a sostegno del sistema Paese, nel quale i professionisti operano”. La decisione era maturata dopo un incontro tra alcuni rappresentanti dell’Ente con Matteo Renzi e Pier Carlo Padoan. L’Adepp, puntualizza, però, che la decisione finale sull’investimento spetterà ai consigli di amministrazione dei singoli enti.

Da sottolineare l’enorme conflitto di interesse. Padoan (come ministro dell’economia) è nel contempo azionista del Monte dei Paschi (4,024%) e, accanto al dicastero del Lavoro, vigilante sulla gestione degli enti previdenziali privati. Padoan, come ministro vigila sulla gestione degli enti previdenziali (insieme al ministro del Lavoro) e nel contempo è azionista di Mps. Una banca di cui il Tesoro è azionista verrà salvata grazie ai contributi di alcune categorie di lavoratori. Nonostante le promesse del governo, le colpe della finanza creativa saranno ancora espiate dalla collettività e in particolare da risparmiatori e classe media.

Salvatore Recupero

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