porto margheraVenezia, 9 gen – Nella giornata di ieri è stato firmato l’accordo di programma relativo alla riconversione e ripristino dei duemila ettari di insediamenti produttivi e commerciali dell’area di Porto Marghera, una delle più grandi zone industriali costiere d’Europa. Gli interventi, da ultimare entro un termine previsto di trenta mesi, saranno destinati alla realizzazione di opere on-shore sui bacini, sui canali navigabili e sul porto commerciale ed avranno ad oggetto l’ampliamento e la realizzazione di nuove banchine, interventi di viabilità, e la riqualificazione di impianti elettrici e fognari.



Lo scopo è di consolidare le attività produttive esistenti (Ilva, Eni, Fincantieri ed altri) ed attrarre nuovi soggetti interessati all’area, puntando sulla creazione di un polo di eccellenza petrolchimico “verde e sostenibile”, sulla rivitalizzazione del settore energetico ed agroindustriale e sfruttando le competenze nell’ambito della finalizzazione dei prodotti semilavorati provenienti e diretti a differenti aree geografiche. I fondi destinati all’operazione –152 milioni di euro in tutto- saranno erogati, per i due terzi, dal ministero dello Sviluppo e sono frutto dei rimborsi effettuati da Alcoa, in relazione agli sconti energetici ottenuti nel 2009 e nel 2011, configurabili secondo la Commissione Europea come “aiuti di Stato”.

Il presidente dell’autorità portuale di Venezia Paolo Costa, sotto la cui responsabilità rientra l’area industriale di Marghera, spiega: “Oggi (ieri, ndr) è stato sancito, finalmente e concretamente, il percorso per la creazione della Porto Marghera di domani. Un accordo che esalta quell’unicum che, da sempre, ha fatto la fortuna di quest’area: il porto per l’industria e l’industria per il porto“.

A sua volta, il governatore del Veneto Luca Zaia, intervistato da Sebastiano Barisoni su Radio24, si è dichiarato estremamente soddisfatto dell’esito dell’operazione ed ha esortato il governo a procedere sulla strada intrapresa, con particolare riguardo all’industria manifatturiera nazionale. In particolare, osserva Zaia, il settore manifatturiero è oggetto, in Germania, di un processo di ri-nazionalizzazione, dovuto all’aumento dei costi di produzione all’estero.

In relazione a quanto sostenuto da Zaia, risulterebbe fondamentale per l’Italia anticipare, una volta tanto, i trend macroeconomici, puntando a rivitalizzare quei settori (manifatturiero e petrolchimico in primis) un tempo trainanti e fiore all’occhiello dell’Italia nel mondo.

Domenico Trovato

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