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Un terzo degli alberghi e il 40% dei ristoranti a rischio chiusura: l’allarme Confindustria-Cerved

by Filippo Burla
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confindustria cerved

Roma, 30 mag – Un albergo su tre potrebbe chiudere, con picchi vicini al 50% nel mezzogiorno. La stessa sorte potrebbe toccare al 40% dei ristoranti. Peggio ancora per le realtà delle fiere e dei convegni: oltre due terzi di esse rischia di portare i libri in tribunale. E’ questo il terribile quadro che tracciano Confindustria e Cerved nel loro Rapporto Pmi 2021. Un’analisi a tinte a dir poco fosche per il comparto dell’ospitalità, uscito letteralmente dilaniato dal combinato disposto di pandemia e politiche indiscriminate di chiusura.

I lockdown fanno (quasi) raddoppiare le Pmi in crisi

A soffrire è l’intero tessuto delle Piccole e medie imprese italiane. In 28mila (il 17,9% del totale) lamentano nel 2020 cali di fatturato superiori al 20%. Altre 58mila compreso tra -10 e -20%. Segno meno, sia pur ad una sola cifra, anche per ulteriori 63mila Pmi. Solo 14mila – meno del 10% del totale – hanno registrato ricavi in aumento. A livello nazionale la media fa -10,6%.

Parliamo di realtà magari anche di eccellenza, però non sempre attrezzate – né operativamente, né finanziariamente per la propria intrinseca struttura – ad affrontare i lockdown che ad un certo punto sono sembrati l’unica arma che i vari governi erano in grado di brandire. Dimenticando un po’ troppo facilmente che hanno un costo: parliamo di almeno mezzo miliardo al giorno.

Confindustria-Cerved stimano 1,3 milioni di posti di lavoro in fumo

Se nel 2020 i fallimenti sono andati incontro ad una moratoria, questo ha solo spazzato le difficoltà sotto il tappeto. Stando ai calcoli Confindustria-Cerved, la quota di Pmi in difficoltà – vale a dire con un elevato rischio di insolvenza entro l’anno – è destinata a salire dal 9 al 14%. Superando il 20% se si considera il solo meridione. Non sorprenderà, arrivati a questo punto, apprendere che la stima dei posti di lavoro persi si attesta attorno agli 1,3 milioni.

Filippo Burla

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1 commento

fabio crociato 1 Giugno 2021 - 8:11

Se si riesce sarebbe bene anche andare a fondo non solo sulla quantità, ma anche sulla qualità delle realtà affondate… Personalmente conosco degli esempi che facevano già prima i salti mortali per mantenere il complesso binomio composto dalla qualità e dalla onestà nei beni e servizi proposti.

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