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Costi dispositivi medici: +29,6%. E’ allarme sanità: “Rischio carenze”

by La Redazione
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dispositivi medici, sanità

Roma, 1 nov – Dall’energia all’agroalimentare, passando per la carta. L’aumento dei prezzi delle materie prime si è tradotto – o si tradurrà a breve – in un incremento stellare delle bollette di luce e gas, dei prezzi del carburante, dei generi alimentari e di molti altri materiali. Per non parlare dei comparti danneggiati a cascata, in una sorta di effetto domino che rischia di essere letteralmente devastante per l’economia. Anche la sanità potrebbe però essere travolta da questi spaventosi rincari, in particolare i dispositivi medici.

Costi dispositivi medici: -29,6%, così si rischiano carenze

In modo oltretutto affatto trascurabile, se consideriamo che l’incremento dei costi dei prodotti finiti – fondamentali nel settore – segna un +29,6%. Inevitabili di conseguenza anche le difficoltà di approvvigionamento dei materiali e nel rifornire le strutture ospedaliere. Tutto questo, a sua volta, innesca problemi su problemi nel sistema sanitario nazionale, già vessato da Covid e precedenti tagli continui. Alcuni dispositivi medici che stanno già subendo la crisi delle materie prime? Carrozzine, ausili per disabili, attrezzatture chirurgiche, apparecchiature diagnostiche per analisi di laboratorio.

Allarme di Confindustria

A farlo notare è Fernanda Gellona, direttore generale di Confindustria Dispositivi Medici, che è intervenuta al XXI Congresso nazionale della Fare (Federazione delle Associazioni Regionali degli Economi e provveditori della sanità) in occasione della tavola rotonda ‘Procurement come visione strategica’. “Negli ultimi anni abbiamo assistito a procedure pubbliche di acquisto improntate al prezzo più basso. Le stazioni appaltanti e le regioni – spiega Gellona – devono valutare con attenzione questi aspetti critici e comprendere che non è più possibile fornire il Ssn alle condizioni di qualche mese fa e che le gare future vanno adeguate ai nuovi costi delle materie prime. È pertanto di prioritaria importanza valutare un’equa modificazione delle condizioni dei contratti in essere, tenuto conto delle mutate condizioni economiche intercorse tra la data di stipulazione del contratto e la sua esecuzione secondo quanto previsto dall’art. 106 del D.Lgs 50/2016”.

Alessandro Della Guglia

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1 commento

fabio crociato 1 Novembre 2021 - 6:59

Da “vendere o morire” a “comprare o morire”?!?! Circolo vizioso-capitalista-estremista da presa per i fondelli! Chiodare subito.

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