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Un altro favore alle banche: le imprese con meno di 50 dipendenti che non riescono a far fronte a esborsi mensili troppo onerosi per l’anticipo del Tfr in busta paga, potranno richiedere un finanziamento a seguito dell’accordo tra ministeri e Abi.

Roma, 25 mar – Le piccole e medie imprese italiane, già pesantemente colpite dalla stretta del credito, inaridite da un cuneo fiscale spropositato e indifese da un governo incapace di proteggere comparti ed eccellenze nazionali, si sono ritrovate beffate una seconda volta sulla spinosa questione dell’anticipo del Tfr in busta paga ai lavoratori. Dal 1° marzo, con l’approvazione della Legge di stabilità 2015 è stata difatti confermata la possibilità di chiedere l’anticipo del Trattamento di fine rapporto.

Per molte delle piccole e medie imprese questa liquidità spesso rappresentava una vera e propria boccata di ossigeno che permetteva di preservare produttività e occupazione. Non è più così, e da questa operazione è solo lo Stato a guadagnarci. Adesso al banchetto parteciperanno anche le banche.

Il maggiore esborso mensile legato al Tfr in busta paga creerà non poche difficoltà ad alcune imprese. Per questo Abi e i ministeri del Lavoro e dell’Economia hanno firmato l’accordo quadro che prevede il finanziamento con garanzia del Tfr in busta paga (il cosiddetto Quir, ovvero quota integrativa di retribuzione). Potrà essere utilizzato da aziende con meno di 50 dipendenti e che non sono tenute al versamento del Tfr al Fondo di tesoreria Inps.

“L’iter di attuazione delle disposizioni della legge di stabilità in materia di erogazione in busta paga del trattamento di fine rapporto (Tfr) -si legge sul sito del Tesoro- si è completato con l’accordo quadro tra il Ministero dell’Economia e delle Finanze, il Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali, l’Associazione Bancaria Italiana. Grazie all’accordo quadro -spiega la nota- le imprese con meno di 50 dipendenti che dovessero registrare problemi nei flussi finanziari necessari a far fronte al maggiore esborso mensile a seguito delle richieste di erogazione mensile dell’importo altrimenti destinato al Tfr, potranno accedere a finanziamenti a tasso agevolato. Le banche aderenti all’accordo quadro potranno erogare finanziamenti a tasso agevolato in virtù della garanzia pubblica”.

L’intesa, spacciata come una vittoria, mette in evidenza come sia sempre più stretto il legame che unisce governo e mondo bancario. La truffa appare più che evidente: le piccole e medie imprese che prima disponevano di quella liquidità creata dall’accantonamento del Tfr potranno riacquisirla accedendo un finanziamento bancario con interessi. Un altro cappio al collo per le Pmi italiane in difficoltà. Un’altra concessione di favore fatta agli istituti finanziari. Un altro passo a favore dell’usura.

Giuseppe Maneggio

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