Roma, 14 set – Gli aumenti vertiginosi delle bollette luce e gas stanno vedendo scendere in piazza migliaia di commercianti in tutta Italia. Nel ricco Veneto, motore dell’economia nazionale, la situazione non è certo migliore, anzi. Questa mattina un centinaio di manifestanti, tra imprenditori e commercianti, hanno protestato animatamente nel centro veneziano di Mestre. In aperta protesta con le istituzioni, i manifestanti hanno strappato le tanto contestate bollette di gas e luce. Questa protesta è però solo una delle tante e si unisce al lungo coro di malcontento che, in questi giorni, sta attraversando tutta la nazione contro gli insostenibili costi dell’energia.

A Venezia si bruciano le bollette

I commercianti scesi in piazza hanno simbolicamente stracciato le copie delle ultime onerose bollette di luce e gas. Le bollette oggetto della protesta sono poi state gettate dai commercianti all’interno di un grosso calderone e date alle fiamme, sinonimo di una rabbia scaturita da una situazione divenuta ormai insostenibile per migliaia di famiglie e imprese. Massimo Zanon, il presidente della Cciaa di Venezia, raggiunto in piazza dai microfoni dell’Ansa ha dipinto una situazione davvero preoccupante. “La nostra area corre il rischio di essere messa a ferro e fuoco – ha avvertito Zanon – Ci sono mille ricette che il Governo potrebbe mettere in atto, ma che hanno sempre la prospettiva nel dopodomani. Non è più possibile aspettare. La politica deve governare nell’interesse dello Stato, dei cittadini, delle famiglie e delle imprese più piccole per mettere un freno alla pandemia energetica“.

Nel Bellunese si chiudono gli stadi del ghiaccio

Anche spostandoci più a nord la situazione non migliora. All’ombra delle Dolomiti bellunesi infuria la protesta contro il caro-bollette che mette a rischio anche le gare di pattinaggio e il campionato di Hockey. Proteste sono in programma anche domenica, dove atleti, tifosi e società sportive manifesteranno davanti allo stadio di Alleghe. Il motivo è semplice; i rincari di luce e gas hanno colpito anche lo sport e le amministrazioni hanno decretato la chiusura del palaghiaccio a causa dei rincari energetici. Anche lo stadio del ghiaccio di Tai di Cadore è destinato a chiudere, mentre nessuna certezza è fino ad oggi pervenuta sulla riapertura delle strutture sportive di Val di Zoldo e Cortina.

Proteste anche a Treviso e Padova

Un altra protesta giunge poi da Eureka, la società di Castelfranco Veneto che gestisce il servizio di lavanderia industriale in cinque ospedali e in centinaia di residenze per anziani. “Si blocchino i pagamenti delle bollette di luce e gas, altrimenti non possiamo garantire la nostra collaborazione”. L’allarmante appello del presidente di Eureka, Enrico Pozzobon, è diretto al prefetto di Treviso ma in queste ore ha raggiunto tutte le cariche istituzionali della provincia. Lo stesso vale per i trasporti; Busitalia, il gestore del servizio di trasporto pubblico padovano, dovrà necessariamente provvedere a nuovi tagli delle corse. In un vertice con Comune e Provincia a Palazzo Moroni, Busitalia ha spiegato le enormi difficoltà legate alla ricerca di almeno 50 autisti e ai continui aumenti dei costi di gestione, compresi ovviamente luce e gas. Inutile dunque alzare il prezzo dei biglietti, soluzione che potrebbe non essere sufficiente.

L’aumento dei costi di luce e gas stanno portando ad una crisi insostenibile

L’Italia, tutta, da nord a sud, è già messa a dura prova dalle scelte scellerate durante l’emergenza pandemica. Come se non bastasse, oggi, l’intera società è messa in ginocchio dagli aumenti ingiustificati di bisogni basilari come luce e gas. Bisogni reali, praticamente indispensabili per la vita di tutti i giorni. Bisogni essenziali per riscaldarsi, lavarsi, cucinare, disporre di elettricità per illuminare case o luoghi lavorativi, caricare telefoni o lavorare con apparecchiature, pc o qualsiasi altro tipo di mezzo moderno. Questi aumenti stanno completamente stravolgendo negativamente le vite di pressochè tutti gli italiani.

Altre elezioni per piangere o farli piangere

In vista delle imminenti elezioni, in molti, promettono mari e monti. Nel corso della passata legislatura, però, gli stessi molti, hanno tergiversato in un silente assenso sostenendo l’operato di un Draghi tutt’oggi osannato. Oggi, presa allo stomaco e al portafoglio, una parte degli italiani scende in piazza per protestare contro un Sistema che ci sta spingendo al limite del sopportabile. Ma chissà quanti, nelle urne, realmente ragioneranno sui trascorsi dei singoli candidati e, soprattutto, dei singoli partiti, magari scegliendo invece chi, negli ultimi anni, coerentemente ha costruito un’opposizione intransigente. In moltissimi poi, sicuramente, ancora una volta non andranno a votare, delegando ad altri le scelte con la scusa del “tanto non cambia”, “sono tutti uguali”. Certamente! Ma mentre talvolta simili dichiarazioni arrivano da chi nemmeno scende in piazza a protestare, ci sono ancora italiani che, guardando negli occhi i propri figli, hanno ancora la capacità di ragionare lucidamente sulle scelte da compiere. Anche in questo frangente elettorale. Anche se tutto sembra perduto e, presto, l’ennesimo governo di tecnici non eletti si imporrà per spegnere la luce.

Andrea Bonazza

La tua mail per essere sempre aggiornato

2 Commenti

  1. L’Italia ha:
    – una potenza elettrica istallata di circa 120 GW,
    – e una potenza rinnovabile istallata di circa 60 GW,
    Con la richiesta attuale media di 40 GW con punte di 55 GW, potremmo essere addirittura autosufficienti utilizzando solo le rinnovabili (acqua, luce,vento).
    Non si capisce perciò a che titolo e per quali interessi tengono accese le centrali termoelettriche.
    Non si capisce perciò a che titolo Cingolani e compagnia bella (tra questi ci mettiamo pure Salvini, purtoppo) spingono per installare le centrali nucleari sul territorio italiano.

  2. Evidentemente i dati sono sballati oppure ci vuole altra energia… ma perchè? Questo è il rebus. Costi di gestione-trasmissione, delocalizzazioni energetiche, voli pindarici illuministi, impianti non duraturi e di pesante manutenzione-smaltimento, carica batterie, ecc… ?!
    Di certo c’è solo che il capitalismo saccheggiatore deve accelerare pena il suo stallo e successiva caduta.

Commenta