Roma, 6 mag – Si è chiusa ufficialmente la lunga storia di Autostrade e della famiglia Benetton. L’uscita della famiglia trevigiana è avvenuta ieri, quando la capogruppo Atlantia ha comunicato di aver perfezionato la cessione dell’88,06% del capitale di Aspi alla cordata composta da Cassa Depositi e Prestiti (51%) e dai fondi Blackstone e Macquarie (24,5% ciascuno).

Un matrimonio – quello tra la dinastia di Ponzano e Autostrade per l’Italia – fatto di tanti dividendi, pochi investimenti, ancora meno manutenzioni. La cartina di tornasole delle privatizzazioni in un ambito che è monopolio naturale per eccellenza e in cui una rendita di posizione è stata trasferita a condizioni di assoluto favore nelle mani di pochi. Volevano creare il libero mercato laddove un mercato non può esistere. Ci siamo ritrovati con un ristretto oligopolio a rendimento garantito (per giunta ai sensi di legge) in cui il rischio d’impresa è sostanzialmente azzerato. Alla faccia della concorrenza.

Autostrade: dalla millantata revoca ai 2,4 miliardi per i Benetton

Tutto ciò che ne è seguito è stata logica conseguenza. Giusto per avere un metro di paragone, nel quinquennio 2013-2017 -quello antecedente la tragedia del Ponte Morandi – Autostrade per l’Italia ha speso per la manutenzione ordinaria 2,1 miliardi. Somma non indifferente, certo, ma che impallidisce di fronte ai 3,8 miliardi di dividendi che i soci di Atlantia si sono staccati nello stesso periodo. Il meccanismo era semplice e lo illustrava il braccio destro dei Benetton, Gianni Mion, che in un’intercettazione spiegava: “[le manutenzioni] le abbiamo fatte in calare, più passava il tempo meno facevamo… così distribuiamo più utili… e Gilberto e tutta la famiglia erano contenti”.

Tra candide ammissioni di colpa, perizie, patteggiamenti in tal senso, gli elementi per procedere alla revoca della concessione ad Autostrade c’erano tutti. Il percorso sarebbe stato accidentato, ma è più che lecito presumere che si sarebbe concluso con esito positivo. Pure in caso contrario, l’esborso non sarebbe stato molto distante dai quasi 8,2 miliardi che oggi riconosciamo ad Atlantia (i Benetton se ne metteranno in tasca 2,4) come assegno per togliere il disturbo. In cambio ci lasciano un viadotto crollato e 43 morti sotto le macerie.

Filippo Burla

Ti è piaciuto l’articolo?
Ogni riga che scriviamo è frutto dell’impegno e della passione di una testata che non ha né padrini né padroni.
Il Primato Nazionale è infatti una voce libera e indipendente. Ma libertà e indipendenza hanno un costo.
Aiutaci a proseguire il nostro lavoro attraverso un abbonamento o una donazione.

 

La tua mail per essere sempre aggiornato

5 Commenti

  1. magra,MAGRA consolazione:atlantia in primis e benetton a seguire,
    DEVONO PéA@lorenzo verona,sotto:
    (scrivo qui perchè la mia precedente risposta è stata censurata)

    è che ho detto io?
    che vogliono restare sole:
    e ci stanno riuscendo,ovviamente…
    quello che non hanno ben chiaro però è che cosa comporterà
    per la società in generale (e quindi ANCHE per loro)
    il loro rifiuto generalizzato a essere compagne di vita affidabili…e madri
    ragionevolmente prolifiche:

    il distacco emozionale,sociale ed economico degli uomini…
    da loro,dalla cultura mainstream E dallo stato,visto che giorno dopo giorno…tutti e tre sempre vengono percepiti sempre di più come nemici…o (per bene che vada) competitori sleali per l’accesso alle risorse.

    è qualsiasi uomo capace di sommare sa benissimo,come va a finire….
    quando il grosso degli uomini etichetta come “nemico” qualcosa o qualcuno,vero?

    nel migliore dei casi avranno sia le donne che lo stato andranno incontro all’indifferenza e all’ostruzionismo…
    quando non al boicottaggio tout court:
    gli effetti sono già ben visibili a chi sa notarli
    e conducono DIRETTAMENTE al suicidio demografico del popolo occidentale,
    al crollo del tenore di vita globale,
    e ad un diffuso rifiuto degli uomini occidentali di assumersi gli oneri di cittadinanza….
    tasse,leggi,difesa,lavoro impegnativo\scomodo\faticoso\usurante\pericoloso ecc
    avendone perso da decenni gli onori.
    il cosidetto “sciopero di atlante”
    lo chiamo: e lo vedo arrivare giorno dopo giorno.

    e siccome senza tasse degli uomini e senza muscoli e coraggio (sempre degli uomini)
    per sostenere i lavori cosidetti “necessari” a mandare avanti la società…
    va tutto a finire in vacca,
    presto le femministe e le donne avranno così tanta “libertà” e “parità” REALI,che si ritroveranno a
    PREGARE di tornare indietro:
    e sia loro che lo stato dovranno ingoiare parecchi rospi amari…
    e cedere altrettanti diritti esclusivi che credevano eterni,
    riequilibrare la bilancia:
    dando a noi uomini,
    quei diritti e quegli onori….che non abbiamo mai avuto,
    nonostante la cultura odierna ragli il contrario tutti i giorni:

    (SEMPRE CHE BASTI, che non è detto…
    la libertà ha un sapore dolce,si sa:
    e quando gli uomini si scaricano le spalle dal peso della società,
    difficilmente riusciranno a convincerli a riprenderlo,imho)@lorenzo verona,sotto:
    (scrivo qui perchè la mia precedente risposta è stata censurata)

    è che ho detto io?
    che vogliono restare sole:
    e ci stanno riuscendo,ovviamente…
    quello che non hanno ben chiaro però è che cosa comporterà
    per la società in generale (e quindi ANCHE per loro)
    il loro rifiuto generalizzato a essere compagne di vita affidabili…e madri
    ragionevolmente prolifiche:

    il distacco emozionale,sociale ed economico degli uomini…
    da loro,dalla cultura mainstream E dallo stato,visto che giorno dopo giorno…tutti e tre sempre vengono percepiti sempre di più come nemici…o (per bene che vada) competitori sleali per l’accesso alle risorse.

    è qualsiasi uomo capace di sommare sa benissimo,come va a finire….
    quando il grosso degli uomini etichetta come “nemico” qualcosa o qualcuno,vero?

    nel migliore dei casi avranno sia le donne che lo stato andranno incontro all’indifferenza e all’ostruzionismo…
    quando non al boicottaggio tout court:
    gli effetti sono già ben visibili a chi sa notarli
    e conducono DIRETTAMENTE al suicidio demografico del popolo occidentale,
    al crollo del tenore di vita globale,
    e ad un diffuso rifiuto degli uomini occidentali di assumersi gli oneri di cittadinanza….
    tasse,leggi,difesa,lavoro impegnativo\scomodo\faticoso\usurante\pericoloso ecc
    avendone perso da decenni gli onori.
    il cosidetto “sciopero di atlante”
    lo chiamo: e lo vedo arrivare giorno dopo giorno.

    e siccome senza tasse degli uomini e senza muscoli e coraggio (sempre degli uomini)
    per sostenere i lavori cosidetti “necessari” a mandare avanti la società…
    va tutto a finire in vacca,
    presto le femministe e le donne avranno così tanta “libertà” e “parità” REALI,che si ritroveranno a
    PREGARE di tornare indietro:
    e sia loro che lo stato dovranno ingoiare parecchi rospi amari…
    e cedere altrettanti diritti esclusivi che credevano eterni,
    riequilibrare la bilancia:
    dando a noi uomini,
    quei diritti e quegli onori….che non abbiamo mai avuto,
    nonostante la cultura odierna ragli il contrario tutti i giorni:

    (SEMPRE CHE BASTI, che non è detto…
    la libertà ha un sapore dolce,si sa:
    e quando gli uomini si scaricano le spalle dal peso della società,
    difficilmente riusciranno a convincerli a riprenderlo,imho)

  2. magra,MAGRA consolazione:
    atlantia in primis e benetton a seguire DEVONO PAGARE di tasca propria i danni del crollo e le mancate manutenzioni fatte negli anni…
    facendo una media ponderata degli investimenti in manutenzione dei primi anni di concessione:
    visto che hanno gentilmente ammesso che l’hanno eseguita tirando al risparmio negli anni
    per remunerare gli azionisti.

    e inoltre…
    NON abbiamo imparato niente dalle catastrofi economiche degli ultimi anni?
    le multinazionali,gli stati esteri,i grandi gruppi di investimento sono TROPPO avidi,per mettere le mani sui
    settori strategici di uno stato.

    quindi benissimo il 51% a CDP…
    ma MOLTO,MOLTO MALE la cessione del 49% a Blackstone e Macquarie.

    quello che uno stato degno di questo nome deve fare,
    è tenersi la maggioranza assoluta PER SE’….
    e mettere in circolazione le azioni restanti (e i relativi dividendi)
    a larghissima diffusione (max 1 milionesimo del flottante,a persona o ente)
    riservati ESCLUSIVAMENTE ai soli cittadini italiani.
    le azioni non acquistate da cittadini o enti italiani,
    RESTINO di proprietà dello stato.

    e non è che non lo capite,vero?
    la schifosa verità è che state facendo l’ennesima marchetta a qualcuno,
    esattamente come è stato fatto anni fa con i benetton.
    che comportamento repellente…
    spero che il prossimo governo di destra sia BEN PIU’ SVEGLIO,
    (e meno comprato di questo)
    che francamente
    mi stomaca giorno dopo giorno.

Commenta