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ignazio visco banca d'ItaliaRoma, 7 feb – “Gli acquisti di titoli di Stato italiani da parte della Banca d’Italia potrebbero essere nell’ordine di 130 miliardi di euro”. E’ quanto ha affermato il governatore dell’istituto di via Nazionale, Ignazio Visco, al convegno Assiom Forex di Milano.

Non è un ritorno alla situazione precedente il “divorzio” con il ministero del Tesoro del 1981, quando la nostra banca centrale finanziava a sconto il deficit dei conti pubblici. All’epoca l’inflazione raggiungeva la doppia cifra, ma allo stesso tempo si stavano gettando le basi per il secondo miracolo economico italiano, che portò il nostro prodotto interno lordo a superare perfino quello inglese. Nulla di tutto ciò: il programma di acquisto rientra all’interno della massiccia, ma temporanea, iniezione di liquidità appena varata dalla Banca centrale europea.

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“L’eurosistema acquisterà complessivamente titoli per 60 miliardi al mese, da marzo a settembre 2016, per un totale di 1.140 miliardi. Le operazioni proseguiranno comunque fino a quando non si vedrà un cambiamento duraturo, che riporti l’inflazione verso l’obiettivo di un valore vicino al 2%”, ha infatti spiegato Visco, specificando che “gli interventi delle banche centrali nazionali saranno commisurati alle rispettive quote del capitale della Bce”.

Solo grazie all’operazione, nota anche come quantitative easing, l’Italia vedrà finalmente consolidarsi il segno positivo del Pil, “al momento valutabile al di sopra dello 0,5% quest’anno e dell’1,5% il prossimo”.

Filippo Burla

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