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crediti in sofferenzaRoma, 27 gen – Intesa trovata tra il governo italiano e la Commissione europea, dopo un negoziato durato quasi un annoLe banche italiane potranno usufruire di uno strumento in più per disfarsi dei crediti in sofferenza. Salta quindi l’idea della bad bank: sarà lo Stato che gestirà questo processo dandogli garanzia.

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Uno dei punti deboli del sistema bancario italiano, nonchè una delle ragioni per cui ha subito perdite ingenti all’interno dei mercati borsistici nei giorni scorsi, è proprio quell’enorme mole di crediti in sofferenza vale a dire, quei crediti bancari la cui riscossione non è certa – che rende il sistema più fragile e limita l’erogazione di nuovo credito all’economia. Il governo e l’Europa hanno così trovato un accordo per fare in modo che il settore bancario italiano possa liberarsi definitivamente dell’ingente quota di crediti in sofferenza, e non più con l’idea di uno speciale veicolo attraverso il quale le banche in difficoltà depurano il bilancio da titoli tossici detenuti in portafoglio (bad bank).

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Tramite il nuovo accordo invece, le banche potranno impacchettare e cartolarizzare i crediti in sofferenza e venderli a soggetti terzi. Potranno a loro volta richiedere una “Garanzia di Cartolarizzazione delle Sofferenze (GACS)” sulla tranche di debito senior per rendere più appetibili tali strumenti finanziari (non ci è dato sapere invece che ne sarà dei crediti spazzatura. Cioè la parte Junior e Equity). Questa garanzia dovrà essere avallata da un’agenzia di rating qualificata. Su tale garanzia, la banca pagherà una commissione annua stabilita in base alla quotazione a tre anni dei CDS (credit default swap, ovvero tutti quei contratti che trasferiscono il rischio di credito). Per incentivare il processo di riscossione dei crediti in sofferenza, il prezzo della garanzia sarà crescente nel tempo.

Sui bilanci bancari italiani pesano circa 300 miliardi di euro di crediti in sofferenza. Con tutto questo ammontare di crediti diventa difficile per le banche italiane erogare nuovo credito rispettando i vincoli patrimoniali imposti dalla BCE e contemporaneamente affrontare le fasi di volatilità del mercato. Il meccanismo per funzionare, necessita che le banche abbiano la forza di riconoscere parte delle perdite sui crediti in sofferenza che decidono di cartolarizzare, affinchè si crei effettivamente un mercato che compri tali strumenti. Il processo di pulizia dei bilanci sarà ancora molto lungo, ma con questo accordo si dovrebbe ridurre l’incertezza che ha messo sotto pressione le banche nell’ultimo mese. Per il ministro dell’economia Pier Carlo Padoan, l’intervento “non genererà oneri per il bilancio dello Stato. Al contrario, si prevede che le commissioni incassate siano superiori ai costi, e che vi sia pertanto un’entrata netta positiva“. Il ministro domani sviscererà alla Camera i particolari di questo accordo, ma l’impressione è che sia prevalsa la linea di Bruxelles e che per l’Italia – e le sue banche, soprattutto per quelle più esposte – non sarà una passeggiata.

Giuseppe Maneggio

 

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