Roma, 4 mag – Carlo Bonomi boccia il bonus da 200 euro nel dl Aiuti varato dal governo Draghi: “Un errore. Meglio tagliare le tasse sul lavoro per un’equità sociale“. “Duecento euro una tantum di fronte ai 1.223 proposti da noi, cioè un mese di salario in più per tutta la vita lavorativa. Tutti parlano di equità sociale e se qualcuno ha una proposta migliorativa rispetto al taglio del cuneo fiscale proposta da Confindustria, siamo pronti ad accettarla. Ma finora non l’abbiamo vista”. Così il presidente di Confindustria risponde a chi gli chiede di commentare le decisioni prese lunedì dal governo Draghi.

Bonomi: “Bonus 200 euro errore, meglio tagliare le tasse sul lavoro”

In un’intervista alla Stampa, Bonomi torna a ribadire che tra le priorità delle riforme c’è il taglio del cuneo fiscale. “È innegabile che famiglie e lavoratori stanno soffrendo, specialmente quelli dai redditi bassi. Siamo tutti convinti che sia necessario mettere soldi in tasca agli italiani e non prelevarli. Io di fronte a una proposta che porta nelle tasche dei lavoratori 1.223 euro in più all’anno fino alla fine della carriera lavorativa mi sarei aspettato di trovare l’accordo di tutti. Così non è stato”.

Il presidente di Confindustria: “I soldi per misure strutturali ci sono, serve la volontà politica”

Il presidente di Confindustria fa notare che “oggi le imprese pagano i due terzi del carico contributivo mentre un terzo è a carico dei lavoratori. Noi proponiamo, in caso di via libera alla riduzione del cuneo contributivo, di invertire questa quota: due terzi ai dipendenti e un terzo alle imprese. Per noi questa è la strada da seguire e non certo quella della detassazione degli aumenti salariali”. E al governo fa presente che “i soldi per misure strutturali ci sono, serve la volontà politica. Le imprese hanno pagato 16 miliardi per gli ammortizzatori, mettiamoli in busta paga”.

Sanzioni contro Mosca: “Disposti a sacrifici a patto che il governo faccia le riforme”

Sul fronte delle sanzioni contro Mosca, Bonomi torna a ribadire che gli industriali sono disposti a sostenere i sacrifici che tali sanzioni comportano a patto però che il governo faccia le riforme. “Siamo ben consci che, se vogliamo veramente colpire la Russia, dobbiamo interrompere il flusso di capitali legato alle importazioni di gas russo – fa presente -. Adottare questa sanzione e quindi sostenere il nostro governo lealmente in questa decisione è critico per noi, comporta dei rischi e dei sacrifici”, sottolinea il numero uno di Confindustria. Ma “siamo disposti a sostenere questi sacrifici a una semplice condizione“, quella che “questo Paese faccia le riforme. Apra finalmente una stagione di quello che noi definiamo riformismo competitivo, cioè faccia quelle riforme che servono a costruire il Paese del futuro, a rendere il Paese competitivo per il futuro”.

Confcommercio: “Interventi necessari e attesi, ma ancora non sufficienti”

Sul fronte delle riforme è critica anche Confcommercio, che considera le misure del decreto Aiuti “interventi necessari e attesi, ma non ancora sufficienti“. “Restano necessari ed urgenti – è la richiesta di Confcommercio – interventi di riduzione del cuneo fiscale e contributivo sul costo del lavoro, nonché di detassazione degli incrementi contrattuali. Infine, è da valutare attentamente l’impatto di filiera del ricorso all’incremento della tassa sui cosiddetti extra-profitti’delle aziende energetiche”.

Ludovica Colli

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3 Commenti

  1. Comunque la girino, tra bla-bla infiniti, il popolo è percentualmente sempre meno presente come lavoratore oltre a risultare da tempo allontanato e sganciato dai contesti aziendali partecipativo-decisionali.
    Non a caso si inseriscono sempre più comodi stranieri tramite cooperative (che totalmente impreparati ci lasciano pure le penne in casa nostra, ultimo il caso “rumeno” nella abitazione Cartabia), dopo anni di costrizioni ad aperture di partite iva…
    L’ euro è in caduta, lo Stato si ritira…, siamo già al fuggi-fuggi generale mascherato da allineamenti a medie Ue del cuneo fiscale che comporteranno altri “allineamenti” come il pagamento anticipato ed obbligatorio del servizio sanitario, l’ aumento della tassa sulla casa, costi didattici alle stelle e costrizioni di meno conto ma sicuro fastidio.

  2. “Siamo ben consci che, se vogliamo veramente colpire la Russia, dobbiamo interrompere il flusso di capitali legato alle importazioni di gas russo”
    Questo si chiama autolesionismo.

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