Roma, 21 feb – Il governo Draghi ha pronto un altro clistere per l’Italia: il Mes. Già: un po’ tutti pensavano che il famigerato Meccanismo europeo di stabilità fosse passato in cavalleria. Niente di più sbagliato. L’ex governatore della Bce, protagonista del «golpe bianco» del 2011, non intende lasciare le cose a metà: l’Italia va commissariata fino in fondo. Sia mai che torni un’altra coalizione gialloverde a guastare la festa ordoliberista organizzata da Bruxelles e dai falchi dell’austerità.

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Draghi vuole il Mes

L’esecutivo capitanato da Draghi aveva annunciato di voler procedere alla ratifica del Mes già prima di Natale: «Il governo intende presentare il Ddl di ratifica alle Camere e auspica che il processo di ratifica abbia luogo nei tempi programmati», aveva infatti dichiarato il ministro dell’Economia Daniele Franco. «Fermo restando il ruolo importante del Parlamento», aveva aggiunto, tanto per ricordarci che Camera e Senato contano zero. La data fissata sul calendario è il 12 marzo, quando andrà in scena il vertice europeo di Parigi: Draghi ha tutta l’intenzione di presentarsi al summit con il via libera al Mes da parte della commissione Esteri. A quel punto, il «vincolo esterno» sarebbe blindato. E tanti saluti alla sovranità italiana.

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La Lega protesta

In tutto questo, la Lega ha provato a rialzare la testa. «Il Mes non va ratificato, in nessun modo», ha tuonato Claudio Borghi, ribadendo la posizione del Carroccio. Del resto, incalza il deputato leghista, con i soldi del Pnrr, «a cosa serve il Mes?». In proposito Borghi è perentorio: «Nel caso qualcuno dopo due anni si fosse dimenticato, ricordo che il Mes è quella cosetta per cui alla prossima crisi (anche creata a tavolino) la Bce non compra più il nostro debito, lo spread va a mille e saremo costretti ad indebitarci da uno strozzino internazionale. Bello no?». Al momento, anche con una Lega contraria, la maggioranza vincerebbe in commissione con 31 voti contro 14. Solo qualche «franco tiratore» del M5S, di Forza Italia o del gruppo Misto potrebbe ribaltare la situazione. Scenario ancora tutto da verificare. Ma una cosa è certa: se il Mes passa, a Bruxelles devono innalzare a Draghi un monumento. La sottomissione dell’Italia sarebbe infatti completata.

Gabriele Costa

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4 Commenti

  1. Il vile affarista, autore di molti crimini con veleni genici sperimentali e privazioni di diritti fondamentali di cui dovrà essere indagato, ci vuole demolire definitivamente.Per farsi bello ha inoltre speso in dfeficit 300 miliardi di euro, indebitandoci ancora di piu’ come da strategia dei suoi padroni per metterci ancora di piu’ il cappio al collo.
    Abbiamo di fronte il cameriere degli usurai che ci hanno tolto la lira e che si sono comperati a prezzo di svendita anche la banca d’italia nel 1992 ed oggi tramite la BCE privata creano a costo zero ed in forma privata il denaro con cui ci depredano ogni bene pubblico e privato.

  2. Scelte insensate.
    Ma che dico?
    Teoricamente un governo tecnico non dovrebbe fare scelte politiche.
    Invece in Italia si usano governi tecnici per fare scelte che per un governo politico sarebbero considerare azzardate e sconsiderate.
    Quousque tandem, Catilina, abutere patientia nostra ?

  3. NON CI PENSATE NEMMENO,
    o al prossimo governo daremo mandato di buttarvi in qualche fetida cella
    per decenni,a costo di inventarci UN CRIMINE APPOSITO….
    E UNA LEGGE RETROATTIVA:
    perchè tutto si potrà dire della destra,
    ma non che non siete stati avvertiti prima.

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