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Roma, 31 mar – Per la Germania l’unica opzione sul tavolo Ue per affrontare l’emergenza coronavirus si chiama Mes. Nessun’altra via, per i tedeschi, sembra praticabile in sede comunitaria. Lo ha detto ieri il ministero delle Finanze, lo ribadisce oggi il vicecancelliere della repubblica, spalleggiato dal direttore del Mes stesso. Se non è una pietra tombale alle velleità delle nazioni del sud – impegnate a spingere sugli eurobond, alternativa comunque poco desiderabile – poco ci manca.

Mes unica strada

“Abbiamo già preso misure notevoli. Ora la questione è come sostenere il credito e per questo c’è il Mes“, ha spiegato ieri il portavoce del ministero delle Finanze di Berlino, Dennis Kolberg, nel corso di una conferenza stampa. Parole cui hanno fatto seguito quelle del vicecancelliere Olaf Scholz (in quota Spd, a dimostrazione che nel Bundestag il consenso sul tema è bipartisan): la Germania è “pronta alla solidarietà europea”, ha detto, sottolineando che va però “pensata e realizzata in modo intelligente”. Come? Di sicuro non tramite gli eurobond, bensì attraverso il Mes, unico strumento a suo dire con capacità di credito sufficiente (500 miliardi) a facilitare i compiti degli Stati.

Usura legalizzata

Un’asserzione, quella di Scholz, decisamente lontana dalla realtà. Anzitutto, i miliardi potenzialmente attivabili dal Mes sono in teoria meno: non più di 410. Anche ammesso che si raggiunga la cifra di 500, questi rappresentano meno del 4% del Pil dell’eurozona: un ammontare insufficiente a fronteggiare la crisi emergente, tanto più visti gli effetti pro-ciclici (quindi peggiorativi del contesto macroeconomico) che le “condizionalità” sottese all’erogazione delle somme – alias memorandum: chiedere alla Grecia per conferma – hanno sempre posto. In ultimo, la somma non è immediatamente disponibile: per poterla raggranellare, il Mes deve prima rivolgersi al mercato emettendo obbligazioni – che sarebbero inoltre “senior” e quindi gerarchicamente sovraordinate rispetto ad altri titoli, con la poco desiderabile conseguenza di mettere il nostro debito pubblico ulteriormente sotto pressione – e con la possibilità ulteriore di richiedere agli Stati di versare il capitale ancora non conferito. Insomma, ci chiedono di elargire somme che poi ci presteranno a strozzo: da qualunque parte lo si guardi, il Mes non rappresenta per noi alcuna convenienza.

Tre anni per i coronabond

Ultimo in ordine di tempo, l’asso è stato calato da un altro tedesco: Klaus Regling, direttore generale del Mes, che parlando a proposito dei coronabond ha stimato in almeno tre anni il tempo necessario per strutturarli e addivenire ad una loro emissione. Un orizzonte troppo in là per poterli anche solo pensare.

Filippo Burla

7 Commenti

  1. mappork…
    minibot.
    minibot
    minibot
    minibot
    minibot
    MINIBOT!

    E’ EVIDENTE la convenienza della germania olanda,austria finlandia…
    a tenerci dentro alle loro condizioni,
    e spellarci pian piano.
    E’ evidente che se emettiamo i minibot
    loro non possono impedirlo in alcun modo,
    e noi ne abbiamo SOLO vantaggi..
    immediati e futuri,perchè non potranno più agitare il capestro del debito pubblico per strozzarci:

    E’EVIDENTE che i minibot sono necessari…perchè è l’unico modo di creare in fretta i 500 miliardi di euro che serviranno per rimettere in piedi l’economia.
    E’ evidente che non ci sarà svalutazione…perchè affiancheranno l’euro ma non saranno valuta bensi debito.
    ED E’ evidente,
    dove è la nostra convenienza:ci tiriamo fuori dalla crisi,gli interessi pagati restano in italia…
    e creeranno ricchezza qui,
    e poi potremo ammortarli pian piano,quando la crisi sarà passata.
    E’ EVIDENTE…
    da qualsiasi parte li si guardi,è evidente:
    la domanda….
    perchè i nostri politici continuano ad implorare questi succhiasangue?

    ma che diavolo hanno nel cranio?
    IDIOTI….
    SENZA CERVELLO,SENZA ORGOGLIO E SENZA DIGNITA’

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