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Case green, il via libera Ue è una mazzata per gli italiani: ecco perché

by Alessandro Della Guglia
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Roma, 14 mar – Il Parlamento Europeo ha dato oggi il via libera alle case green, ha cioè approvato in sessione plenaria a Strasburgo la direttiva della Commissione Europea per l’efficienza energetica degli edifici. I voti favorevoli sono stati 343, quelli contrari 216 e gli astenuti 78. Tutti gli europarlamentari dei partiti di centrodestra hanno votato contro, aprendo giustamente una polemica su questa ennesima mazzata per i cittadini italiani.

Pichetto Fratin: “Così è inapplicabile per l’Italia”

“E’ insoddisfacente per l’Italia. Anche nel Trilogo (la fase di negoziati tra istituzioni europee che condurrà al testo definitivo della direttiva in questione, ndr) come fatto fino a oggi, continueremo a batterci a difesa dell’interesse nazionale”, ha dichiarato il ministro dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica, Gilberto Pichetto Fratin. “Non mettiamo in discussione – dice il ministro – gli obiettivi ambientali di decarbonizzazione e di riqualificazione del patrimonio edilizio, che restano fondamentali. Manca però in questo testo una seria presa in considerazione del contesto italiano, diverso da quello di altri Paesi europei per questioni storiche, di conformazione geografica, oltre che di una radicata visione della casa come ‘bene rifugio’ delle famiglie italiane”.

E ancora: “Individuare una quota di patrimonio edilizio esentabile per motivi di fattibilità economica è stato un passo doveroso e necessario, ma gli obiettivi temporali, specie per gli edifici residenziali esistenti, sono ad oggi non raggiungibili per il nostro Paese“, fa notare Pichetto. “Nessuno chiede trattamenti di favore, ma solo la presa di coscienza della realtà: con l’attuale testo – prosegue il ministro – si potrebbe prefigurare la sostanziale inapplicabilità della direttiva, facendo venire meno l’obiettivo ‘green’ e creando anche distorsioni sul mercato”. Per poi annunciare: “Forti anche della mozione approvata dal nostro Parlamento, agiremo per un risultato negoziale che riconosca le ragioni italiane”.

Cosa prevede la direttiva sulle case green

I proprietari di case dovranno obbligatoriamente tagliare le emissioni delle proprie abitazioni e per farlo saranno costretti a ristrutturare i propri immobili. Nel dettaglio, la direttiva sulle case green prevede di passare alla classe energetica E entro il 2030 e alla classe energetica D entro il 2033 per gli edifici residenziali. Stando ai dati Istati per l’Italia si tratta di circa 1,8 milioni di edifici residenziali (su un totale di 12 milioni). Secondo gli ultimi dati forniti da Enea, circa il 60% delle abitazioni residenziali italiane è classificabile «G» ed «F», ovvero le due classi energetiche più basse.

Come ben spiegato da Pierpaolo Pelò su questo giornale: “Per una spesa media valutata tra i 15 e i 20mila euro a famiglia, si prevede di cambiare caldaia, coibentare le facciate degli edifici e montare pannelli fotovoltaici. Ovviamente, causa speculazione, la spesa raddoppierebbe qualora l’adeguamento alle norme diventasse obbligatorio e triplicherebbe o più in caso di incentivi statali (come è successo con il superbonus). La narrativa ufficiale parla di un risparmio energetico di circa il 30% per cui è probabile che la percentuale sia ancora inferiore. Valutiamo, ottimisticamente, un risparmio medio per famiglia, dal single alla famiglia di cinque persone, di circa 200 euro all’anno”. Dunque “significherebbe che occorrerebbero più di 60 anni per rifarsi della spesa iniziale, senza considerare che pannelli fotovoltaici e caldaia andrebbero comunque cambiati circa tre volte nell’arco di questo periodo di tempo. Sembra anche che i pannelli coibentanti tendano, sulla distanza, a staccarsi e vadano rimessi a posto con relativa spesa. È evidente che alle famiglie italiane (ed europee) si chiede un massacro economico senza contropartita. A questo si aggiunge un ulteriore ‘regalino’ della Ue: il divieto dal 2025 di vendere caldaie a gas e quindi l’obbligo di passare a quelle elettriche con un consumo energetico quattro volte superiore”.

Leggi anche: La direttiva Ue sulle case green e la guerra ai passeri di Mao

Ma non è tutto, perché come fatto notare da Il Messaggero, “la riduzione del valore degli immobili, inoltre, potrebbe avere effetti anche sul sistema bancario. I mutui concessi per l’acquisto delle abitazioni hanno come garanzia l’immobile stesso. Ma cosa accade se il valore dell’immobile si riduce? È possibile che le autorità di vigilanza europee possano chiedere alle banche di adeguare le garanzie stesse”.

Alessandro Della Guglia

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